La polemica del Madre. «Difendo Cicelyn, senza di lui il museo può deprezzarsi» Mimmo Paladino è sempre stato associato alla stagione artistica e politica di piazza del Plebiscito e del Madre, ma anche del bassolinismo e al cicelynismo, se ci passate il neologismo. E' un giudizio riduttivo e tutto napoletano, non adeguato a uno dei maestri indiscussi dell'arte contemporanea. Ma tant'è. A rinforzare questa lettura semplicistica c'è stata anche la richiesta di restituzione cautelativa di una sua opera donata al museo di Donnaregina, ora che si vuole mettere mano allo Statuto e al CdA e dare il ben servito al direttore Eduardo Cicelyn. La partita è tutta aperta. Maestro Paladino, l'assessore alla Cultura della Regione, Caterina Miraglia, ha detto che la vostra richiesta di restituzione è un atto «moralmente riprovevole». Che cosa replica? «È un giudizio superficiale che nella sostanza non aggiunge molto alla questione, ma che mi preoccupa per il proseguimento di un dialogo costruttivo sul futuro del Madre e dell'arte a Napoli». Che cosa la preoccupa? «Questo dibattito si sta trasformando in una strana guerra locale che ha una sola vittima il museo. Invece dovrebbe prevalere la voglia di fare qualcosa di più perla città». Davvero ritirerà definitivamente la sua opera? «Per ora, con Clemente e Bianchi, vogliamo cautelarci. Ma andremo avanti». Ma che cosa temete? Per ora, la Regione pone solo una questione di fondi che scarseggiano. Si chiede una partecipazione ai privati. Niente che altrove sia giudicato scandaloso. «Nessuno è contro la partecipazione dei privati. Ma bisogna capire di che livello saranno. Finora di sponsor autorevoli non ne ho visto». Ma non è che il problema è Cicelyn, la sua permanenza alla guida del museo? «Il problema non è Cicelyn. E' ovvio che il Madre non è suo. È della città. Ma è nato in un certo modo, con alcune persone con le quali ho condiviso un percorso artistico e culturale. Se lo scenario cambia ci sentiamo a disagio». Che tipo di disagio? «Temo che il mio lavoro, con un ridimensionamento del Madre, possa essere coinvolto in pessime compagnie». Giudizio ingeneroso. «Per niente. Nell'arte il contesto è importante. Un lavoro può essere svalutato se cambia il contenitore, se viene affiancato a opere modeste». Qualcuno insinua che siete sobillati da Cicelyn? «È una bestialità, ai limiti della calunnia. Ma per chi ci hanno preso? Non stiamo difendendo una persona, anche se lo merita. Sono convinto che tutte le avventure finiscono, ma gli scenari che si vanno prefigurando sono bruttissimi».