«Rispetto agli enormi fondi versati dalla Regione è mancato un vero progetto» Guido Cabib, direttore della galleria Changing Role, non è mai stato dolce di sale con il Madre. Al di là dei mugugni, troppo diffusi nell'ambiente, ha sempre provato a essere propositivo, senza mai risparmiare critiche al museo. «Mi sembra un dibattito surreale» spiega. «Nessuno finora ha mai presentato un progetto culturale. Di che cosa si parla,allora?». Appunto. Di che si parla? «Secondo me, solo della difesa di privilegi. Ma andiamo per ordine». Andiamoci. «In un museo, il direttore si occupa di marketing, mentre il progetto culturale complessivo lo porta avanti il curatore, che al Madre è Mario Codognato. Finora per il museo di Donnaregina non ho visto nessun progetto. E' una situazione talmente assurda da far sospettare che dietro ci sia una chiara strategia per costringere la Regione a mantenere lo status quo. Il problema è diventato il contratto di Cicelyn». E non è questo? «Ma via, parliamo di arte. E smettiamola con questa storia dei curatori di destra o di sinistra. È un argomento che appassiona solo qualcuno. Della maggior parte di critici e curatori con i quali lavoro non conosco assolutamente le idee politiche. Un curatore o un direttore deve essere organico alla gente non alla classe politica». Che cosa manca, allora? «Il progetto. In tutti i musei si esamina un progetto e lo si finanzia». E, secondo lei, al Madre non c'è? «Quello che s'è visto non è niente di meraviglioso. Ha ragione Francesco Bonami quando dice che la gestione è stata costosa e paternalistica. Non hanno mai pensato all'ottimizzazione dei costi. E sa perché?». Ce lo spieghi lei? «Basta prendere le delibere per vedere l'enorme flusso di denaro che dalla Regione passava al Madre. Tutto questo è avvenuto senza tenere in nessun conto le energie artistiche del territorio, senza mai pensare di far crescere una generazione di nuovi artisti e ignorando le gallerie napoletane». Eccoci al punto: la lamentela sulla vostra emarginazione. «Ma perché non è stato così? Il Madre non può essere un entità aliena atterrata a Napoli da un pianeta lontano. E non può lavorare con la presunzione di insegnare il mestiere agli altri». Che cosa propone, quindi? «La Regione, più che pensare a un direttore, lavori a un progetto, magari con un nuovo curatore. A me sembra che tutta questa guerra nasca solo per difendere poltrone di chi ha blindato il proprio contratto prima ancora che arrivasse la nuova amministrazione. E, detto per inciso, non credo che se avesse vinto Vincenzo De Luca, per Cicelyn le cose sarebbero andate in un modo diverso».