La bocciatura del critico della Corte dei Conti ferma anche l'allestimento delle Gallerie Anna Maria Spiazzi rifiuta l'interim, polo museale veneziano senza vertice «Bondi farà un nuovo bando di nomina oppure tornerò con un altro incarico e intanto penserò alla televisione» Soprintendenza «decapitata», con il blocco di progetti e iniziative, dagli allestimenti delle Grandi Gallerie dell'Accademia e dei nuovi orari dei musei. Sono le prime conseguenze dell'annullamento della nomina di Vittorio Sgarbi deciso dalla Corte dei Conti. Un provvedimento ineccepibile sul piano formale perché il Ministero dei Beni Culturali avrebbe dovuto fare un nuovo bando per la nomina al soprintendente al polo museale veneziano, anziché, improvvidamente, limitarsi, dopo la «promozione» di altri due candidati ad altro incarico, a rinominare Sgarbi, essendoci anche un quarto pretendente, il soprintendente della Puglia Fabrizio Vona ma che ora si trascina dietro, oltre a nuove polemiche, anche il caos gestionale della Soprintendenza Con Sgarbi messo in aspettativa, l'interim sarebbe dovuto essere assegnato ad Anna Maria Spiazzi, per pochi giorni (sino a fine mese, quando andrà in pensione) soprintendente ai Beni Storici e Artistici delle province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso. Un interim che la dottoressa Spiazzi aveva già ricoperto per oltre un mese in occasione della precedente «rimozione» di Sgarbi siamo alla terza da soprintendente. Ma questa volta la Spiazzi ha spiazzato tutti, rifiutando, per motivi comprensibili, l'incarico aggiuntivo per pochi giorni e ora al vertice del polo museale veneziano c'è un «buco» che il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi dovrà colmare al più presto. Nel frattempo, è, appunto, il caos, in una delle Soprintendenze più importanti d'Italia. Lo scenografo Pier Luigi Pizzi, «ingaggiato» da Sgarbi per riallestire le Gallerie dell'Accademia in vista della riapertura di giugno e che aveva già iniziato a lavorare al museo, vede bloccato il suo incarico e il suo contratto, che non era stato ancora formalizzato. Cosa accadrà? Sviluppi imprevedibili. Salta anche il nuovo orario dei musei statali veneziani che, dal primo marzo, anche per mancanza di fondi per le cooperative che fanno la guardianìa, sarebbero dovuti allinearsi a quelli dei musei civici, con apertura dalle 10 alle 17. Sgarbi doveva firmare l'accordo con i sindacati, ma, ora lo stop. L'interessato, nel frattempo, non demorde ed è deciso a «sfidare» la Corte dei Conti per la quarta volta, appoggiato da Bondi. «La Corte ha annullato la mia nomina perché il Ministero avrebbe dovuto fare un nuovo bando, raccogliendo tutte le eventuali candidature - spiega Sgarbi - ed è quello che si farà, perché io sia rinominato nel giro di un mese, visto che ci sono più posti da coprire che candidati e che i miei titoli sono i più qualificati. Basterebbe anche un decreto da parte del presidente del Consiglio per rinominarmi, ma non voglio che possa sembrare una decisione politica. Seguiremo quindi le procedure e vorrà dire che in questo mese mi dedicherò a preparare la mia nuova trasmissione televisiva su Raiuno, per poi recuperare il tempo perduto». Ma, per non smentire il suo personaggio e il gusto provocatorio, apre anche a un'altra possibilità: «A Venezia tornerò a lavorare in ogni caso e potrei farlo anche molto prima, con un'altra nomina, non più da soprintendente, di cui sto discutendo con Bondi, che mi metterebbe al riparo dalla Corte dei Conti, su cui mi riservo di rivalermi legalmente per i danni arrecati. Stiamo valutandola». In attesa di nuovi colpi di scena, resta solo una Soprintendenza al palo.