Del prof. Giovanni Rizza, che ebbi l'onore di conoscere alla Società di Storia Patria per la Sicilia orientale e, per motivi di lavoro, quand'ero direttore della sezione tecnico-scientifica per i beni bibliografici ed archivistici ecclesiastici della soprintendenza BB. CC., desidero ricordare, in particolare e nei giorni dell'ottavario di S. Agata, ciò che è stato giustamente segnalato, nella pagina interamente dedicata dal nostro giornale all'insigne studioso, con riferimento allo scavo del complesso basilicale e funerario di via Dottor Consoli. Nell'autunno del 1953, in via Dottor Consoli (già strada della Vecchia Necropoli), nel cortile di casa Lombardo, durante i lavori di sbancamento per le fondamenta di un palazzo tra le vie Orto S. Clemente ed Androne, furono rinvenuti interessanti reperti archeologici e in particolare 4 sepolture. Il 19 ottobre, 11 giorni dopo la morte di Guido Libertini, Rizza, suo discepolo prediletto, individuò, nel corso di scavi, un cimitero cristiano nell'area della vasta necropoli extramoenia. Nell'agosto dell'anno seguente continuarono gli scavi e su una parte del complesso cimiteriale fu rinvenuto un pavimento decorato a mosaico della metà del VI sec. d.C.. Il prof. Rizza il 31 marzo 1955, tra l'altro, individuò poco al di sotto della superficie stradale di via S. Barbara i resti di una basilica tricora, paleocristiana, dove il successivo 5 maggio veniva alla luce un dorso marmoreo drappeggiato e acefalo: rappresentava una figura genuflessa, a mani legate dietro la schiena, forse in atto di essere decapitata. Si trattava probabilmente della decollazione di un martire, forse S. Euplio, secondo la tradizione martirizzato lì vicino, il 12 agosto 304. Il giovane archeologo in via Dottor Consoli, dove negli anni Trenta aveva lavorato Libertini, individuò un "martyrium" in una basilichetta triabsidata martiriale degli inizi del IV secolo, messa in relazione, come qualche anno prima di morire prematuramente (27 dicembre 2005) riferì in diversi articoli il giornalista Salvo Nibali, con la celebre lapide funeraria latina di Julia Florentina che fu rinvenuta nel giardino di Villa Rizzari (l'omonima traversina di via S. Euplio ne ha conservato la memoria) e che copriva la tomba di una bambina di 18 mesi, battezzata in punto di morte e poi sepolta "vicino alle tombe dei martiri cristiani". Chi erano i martiri catanesi sepolti e venerati nell'area sacra cimiteriale cristiana extraurbana di tramontana? Non possiamo non pensare ai celebri giovani martiri, concittadini e compatroni, Agata ed Euplio! Il prof. Rizza, allargando le ricerche, trovò un'altra basilica, più grande, risalente al VI secolo, di cui ebbe a scrivere: "La particolarità di questo secondo edificio sacro", di cui si ebbe memoria fino al terremoto del 1693, "a parte le tombe cristiane che lo circondavano, i mosaici e l'estensioneera l'altare posto al centro, una sistemazione tipica delle basiliche cristiane dei primi secoli...Proposi allora di fare della zona una sorta di polmone verde, anche perché si trattava del ritrovamento più importante della Catania dei primi anni del Cristianesimo, ma non ci fu nulla da fare". Lo studioso, che aveva pure individuato la mensa eucaristica in pietra lavica, che avrà poggiato su un venerato sepolcro di martiri come allora si usava, e la cattedra episcopale nell'area presbiterale dell'abside, riuscì a salvare i mosaici, portandoli al Castello Ursino (oggi dovrebbero trovarsi nei magazzini della soprintendenza). L'amarezza di Rizza fu enorme nel vedere coperti dall'asfalto e dagli edifici i resti archeologici dei primi luoghi di culto cristiano e meta di pellegrinaggi, dove si venerarono per secoli le reliquie dei nostri martiri. La smisurata devozione a S. Agata, che ha obliato quasi del tutto quella degli altri martiri catanesi, finora non è riuscita a recuperare e valorizzare quel preziosissimo e storico sito delle origini delle prime comunità cristiane di Catania, nonostante l'importantissima scoperta di Giovanni Rizza. Antonino Blandini 12022011
SICILIA - Giovanni Rizza, gli scavi in via Dottor Consoli, le memorie dei martiri
Il prof. Giovanni Rizza, un noto archeologo, ha scoperto un complesso basilicale e funerario in via Dottor Consoli a Catania. Nel 1953, durante i lavori di sbancamento per un palazzo, furono rinvenuti 4 sepolture. Rizza individuò un cimitero cristiano e scoprì un pavimento decorato a mosaico del VI secolo. Nel 1955, scoprì una basilica tricora paleocristiana con un dorso marmoreo rappresentante una figura decapitata, probabilmente S. Euplio. Rizza individuò anche un "martyrium" con una basilichetta triabsidata martiriale degli inizi del IV secolo. La scoperta fu importante, ma la devozione a S.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo