Per le Province di Pesaro e Ancona un anno e mezzo di cantiere. Tappe dell'intervento Mondavio Un tavolo di progettazione comune che vede la partecipazione dei tecnici della provincia di Pesaro e di quella di Ancona per trovare una soluzione in tempi rapidi al crollo del ponte sul Cesano. E' questo il primo passo compiuto dal vertice di ieri pomeriggio tra i presidenti delle due Province, Matteo Ricci e Patrizia Casagrande, il sindaco di Corinaldo, Livio Scattolini, e il vice sindaco di Mondavio, Angelo Frattini, nonché l'assessore ai lavori pubblici della provincia di Pesaro Massimo Galuzzi e i tecnici dei due enti. La strada da percorrere non è però priva di ostacoli. Le prime valutazioni hanno optato per una demolizione di quanto è rimasto e una ricostruzione dell'infrastruttura. Bisognerà dunque procedere ad un rilievo dell'alveo del fiume e all'indagine geologica del terreno per arrivare a un progetto preliminare. Questa prima fase dovrebbe richiedere almeno un paio di mesi. Si aprirà poi il bando di gara per l'affidamento dell'incarico, sarà la ditta vincitrice dell'appalto a dover elaborare il progetto definitivo. I tempi tecnici richiederanno dai 4 ai 6 mesi. Una volta concluso l'iter burocratico i lavori dovrebbero concludersi nel giro di 6 mesi. Bisognerà dunque attendere all'incirca un anno e mezzo per veder completata l'opera, ma le valutazioni dei tecnici non tengono conto di eventuali ritardi fisiologici, come contenziosi e ricorsi. Il costo stimato va da un minimo di 2 milioni di euro ad un massimo di 3. Resta in piedi anche un'altra incognita: il parere della Soprintendenza, che potrebbe attribuire al ponte un interesse culturale, in quel caso i tempi si dilaterebbero. I presidenti Ricci e Casagrande hanno trovato pieno accordo su un'opera definitiva e non su una soluzione temporanea che andrebbe solo a sottrarre risorse. Su questo punto la Regione Marche ha dato disponibilità ad impegnarsi nel reperimento dei fondi. "Nei bilanci scarni che abbiamo cercheremo il modo di intervenire come provincia - ha detto il presidente Ricci non escludiamo però un'altra soluzione: chiedere anche quest'anno lo stato di emergenza. Il maltempo di questo inverno ci ha colpiti in maniera particolare con frane e smottamenti e i crollo del ponte non ha fatto altro che peggiorare la situazione". "Le risorse ci devono essere ha sottolineato la presidente Casagrande , gli amministratori devono infatti avere la capacità di ridisegnare le priorità di un territorio e il ponte sul Cesano è sicuramente fra queste". federica giovannin