Voluto da un finanziere legato alla Banca Arner. Un prete boxeur guida la protesta Una donna ministro. Un prete che ama tirare di boxe. Un finanziere di origine aristocratica con numerose società offshore. Sono i tre personaggi attorno ai quali ruota la storia di un villaggio turistico, anzi un resort di lusso della prestigiosa catena Four Seasons, che dovrebbe nascere in un raro tratto di costa siciliana ancora intatto vicino a Siracusa. Un progetto contestato da numerosi movimenti cittadini che, per una volta, hanno trovato voce grazie all'entusiasmo di Rosario Lo Bello, giovane prete della parrocchia di San Paolo Apostolo, alla Graziella, un vecchio quartiere di pescatori nel centro cittadino di Ortigia. Tutto parte l'11 maggio 2005, con l'annunciata immersione subacquea di due pezzi grossi dell'allora governo, il vicepremier Gianfranco Fini e il ministro Stefania Prestigiacomo, siracusana doc. L'occasione è l'inaugurazione dell'Area marina protetta del Plemmirio, che circonda le scogliere calcaree della penisola della Maddalena, a sud della città. Fini si tuffa tra i flash dei fotografi. La Prestigiacomo resta sul gommone: "L'acqua è troppo fredda", si scusa. Tutti la perdonano, figuriamoci. Avere tante autorità sembra un viatico importante per le acque protette e per l'intera penisola, un'area definita di "interesse comunitario" dove si possono trovare i resti degli accampamenti degli ateniesi che assediarono Siracusa, nel 415 avanti Cristo. E dove cresce la palma nana, che qui chiamano "scupazza", perché con le foglie ci facevano le ramazze. Le speranze, tuttavia, non durano a lungo. Nel 2007 Siracusa vara un nuovo piano regolatore voluto dal Pdl, che rende possibile costruire un villaggio nella parte più integra della Maddalena, la cosiddetta Pillirina. Subito dopo, Emanuele Cisa Asinari dei marchesi di Gresy e Casasco, un finanziere ignoto ai più, inizia a rastrellare i terreni, investendo una cifra stimata nell'ordine dei 10 milioni di euro. Ne accumula nell'entroterra, a Palazzolo Acreide, dove vuol fare un campo da golf con annesse costruzioni. L'obiettivo grosso è però la Pillirina, dove sorgerà uno dei villaggi sdoganati dal piano regolatore. Particolare interessante: per le compravendite dei terreni e per le operazioni societarie, di Gresy si avvale dei servizi del notaio Angelo Bellucci, uno dei notabili del Pdl siracusano. E marito della Prestigiacomo. Chi è di Gresy? Lui, in realtà, marchese propriamente non lo sarebbe. Se esistessero ancora i titoli nobiliari, quello di famiglia spetterebbe al cugino, produttore di vini nelle Langhe. Emanuele, 46 anni, nato a Torino ma residente a Ginevra, è un finanziere che nel 2008 incappa in un incidente. Gli ispettori della Banca d'Italia che stanno passando al setaccio la filiale milanese della Banca Arner, quella dove Silvio Berlusconi è il cliente numero uno e dove transitano numerose operazioni poco trasparenti, si imbattono in due conti intestati a una società olandese, la Elemata. A giudizio degli ispettori nelle procedure utilitizzate dalla Arner per garantire "la valutazione del rischio di riciclaggio" non è possibile identificare con piena certezza chi siano i beneficiari dei conti di diverse società. Fra queste, c'è anche l'Elemata. Tocca così a Bankitalia chiedere lumi alla società olandese. Che risponde: il beneficiario effettivo è Emanuele di Gresy. Un approfondimento condotto in seguito dalla Procura di Milano non modifica il quadro e l'Elemata esce dal radar degli investigatori. Resta però innegabile lo schermo societario dietro il quale si troverebbe, a detta dei di Gresy, solo il patrimonio di famiglia. L'Elemata, che ha sede ad Amsterdam, negli anni passati si è ritrovata spesso a cambiare nome. E come amministratori si sono susseguiti non solo professionisti locali ma anche società specializzate, come la Edg Global di Curaçao, nelle Antille. A Milano l'Elemata tenta nel 2007 un primo debutto nel settore alberghiero. Fa costruire una lussuosa struttura in periferia, zona Certosa, che affida in gestione alla catena The Chedi. L'operazione si rivela un flop e, proprio mentre vengono compiuti gli acquisti dei terreni in Sicilia, la società Elemata Gestion Hotel inizia a scricchiolare, per finire poi in fallimento. In Sicilia il primo abbozzo di progetto presentato dalla Elemata a fine 2009 suscita invece uno choc fra le associazioni ambientaliste che per prime si sono mosse, Legambiente e Wwf. Nel masterplan, come viene definito, i 170 ettari di terreno dell'Elemata alla Pillirina sono tappezzati di costruzioni. E in una insenatura, in piena area protetta, spunta un'isola artificiale dove dovrebbe trovar posto una piscina. È a questo punto che entra nel vivo l'attività di don Rosario. Il sacerdote, 35 anni, nato a Siracusa, professore di teologia dogmatica all'Istituto di Scienze religiose della Facoltà teologica di Palermo, è da poco tornato in città. Chi lo frequenta lo descrive come uno che si sbatte per tenere viva una comunità dove tanti giovani promettenti fuggono in cerca di lavoro. Gli piacciono la boxe e le arti marziali, che pratica nella palestra di Gianmaria Leonardi, maestro di pugilato e full contact la cui moglie - un'avvocatessa - insegna catechismo nella sua parrocchia. L'organista della chiesa, poi, è Andrea La Monica, uno degli animatori del movimento di Beppe Grillo in città. Don Rosario respinge le etichette che gli sono state appioppate: "Mi hanno chiamato prete verde, rosso, scomodo. Pensare che al liceo ero vicino prima al Fronte della Gioventù, poi ad Azione Giovani", racconta. La molla che lo avrebbe fatto scattare è il desiderio di proteggere gli ultimi luoghi dove i siracusani possono vivere all'aria aperta. Fonda il movimento "Davide contro Golia", partecipa alla creazione dell'associazione "Sos Siracusa", guidata da Enzo Maiorca, mitico recordman delle immersioni in apnea. È in prima linea alle manifestazioni, si schiera. "Il suo entusiasmo è stato fondamentale: in un'opinione pubblica disattenta, i movimenti sono riusciti ad ottenere visibilità", racconta Roberto De Benedictis, deputato regionale del Pd. Contro il piano regolatore si crea così un fronte variopinto, che va dai grillini a Fabio Granata, deputato finiano con casa (della moglie) alla Maddalena che gli costa qualche accusa di abusivismo. Alla fine si uniscono anche quelli del Mpa del governatore Raffaele Lombardo, che prepara un piano paesaggistico che potrebbe mettere fuori gioco i nuovi insediamenti. Al consiglio comunale iniziano a presentarsi centinaia di persone, che chiedono varianti al piano regolatore. E infine anche il sindaco Roberto Visentin, Pdl, per non finire in minoranza, approva un atto d'indirizzo con la promessa di recepire, in futuro, le richieste ambientaliste. Con la piega che stanno prendendo i fatti, è la Prestigiacomo, ministro dell'Ambiente, a dover scendere in campo. In una lettera aperta ai suoi concittadini scrive che a Siracusa non c'è una contrapposizione fra "il racket del cemento da una parte e San Francesco che parla ai lupi dall'altra". E si dice a favore di "un villaggio turistico fatto con i moderni criteri di sostenibilità". Un assist per l'Elemata che, decisa a far valere i diritti acquisiti e sperando nei tempi lunghi necessari per le varianti, pochi giorni fa ha presentato al Comune un nuovo progetto. Nel quale - sostiene la società - le costruzioni non supereranno il piano di altezza e saranno ricoperte di verde. E dove il trasporto in rada della piscina galleggiante sarà eventualmente soggetto, estate dopo estate, ad approvazione. Nelle speranze della società, la ciliegina sulla torta dovrebbe essere il partner dell'iniziativa: la catena Four Seasons, il cui numero uno Isadore Sharp avrebbe già preso contatti con di Gresy per costruire quello che definisce "il miglior resort del Mediterraneo". La battaglia, dunque, non è finita. E la posta in gioco è alta per tutti. Se il villaggio non si farà, di Gresy rischia un nuovo buco, dopo quello di Milano. In caso contrario, saranno Don Rosario e i movimenti a perdere la speranza di poter incidere sulle cose terrene. n
L'Espresso
11 Febbraio 2011
Stefania resort - La Prestigiacomo si schiera a favore di un villaggio in un'area naturalistica.
LU
Luca Piana
L'Espresso
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Corriere della Sera · 11 Feb 2009
Paestum, cancellata la pista dello scandalo
Corriere della Sera · 12 Feb 2009
ROMA - FORMULA 1. Turisti, alberghi e ristoranti Sarà come l'Expò per Milano
la Repubblica · 12 Feb 2009
MILANO - Tre grandi raccolte sul 900 offerte a Milano
la Repubblica · 12 Feb 2009
SICILIA - Poltrone per i protetti di Miccichè.
Corriere della Sera · 12 Feb 2009
MILANO - Recuperare anche la tavola di Berlino
La Sicilia · 12 Feb 2009
SICILIA - Fondi Ue, 12 miliardi di euro ancora bloccati dalla Regione
Corriere della Sera · 12 Feb 2009
MILANO Expo 2015, Formigoni annuncia l'intesa con il Veneto
Libero · 12 Feb 2009
MILANO - Torna la fontana in ritardo di 6 anni
La Prealpina · 12 Feb 2009
ARONA - Cantieri nei siti archeologici
Corriere della Sera · 12 Feb 2009
MILANO - Sì a un Manifesto della cultura, Milano ha bisogno di eroi
Corriere della Sera · 13 Feb 2009
MILANO - Restauri, guerra della pubblicità Nessuna gara per i monumenti Gli imprenditori ricorrono al Tar
Corriere della Sera · 13 Feb 2009
MILANO - La mostra sui graffiti Comune contro Provincia Scandalo. No, arte
Corriere della Sera · 13 Feb 2009
MILANO - Carrubba: sì al Manifesto della cultura Ma solo se nascerà dalla società civile
la Repubblica · 13 Feb 2009
MILANO - Sette nuovi parchi al posto dei binari
Il Secolo XIX · 14 Feb 2009
LIGURIA - Chiavari, 50 anni dopobrilla la necropoli ritrovata
la Repubblica · 14 Feb 2009
TORINO - Elkann:"Non piangiamoci addosso ed eliminiamo gli sprechi"
Corriere della Sera · 14 Feb 2009
Bronzi di Riace alla Maddalena: la voglia del premier, i freni in Calabria
Il Mattino · 14 Feb 2009
CAMPANIA - Ercolano. Nasce il sistema turistico locale.
Il Secolo XIX · 15 Feb 2009
LIGURIA - Albergo dei poveri, il tesoro è salvo
la Repubblica · 15 Feb 2009
MILANO - Quel tunnel impossibile da Linate alla Fiera