Via libera al Piano di assetto del territorio: previsti anche 231mila metri cubi produttivi All'esame c'è il trasferimento delle scuole vicino al palasport Lega nord e «Uniti» annunciano esposti alla Procura e denunce «Uniti cambiare si può» ha minacciato esposti a prefetto e Procura per le modalità di voto scelte dalla maggioranza (votare per ambiti anziché per singolo provvedimento), a detta del capogruppo Tiziano Migliorini «lesive della libertà d'espressione del singolo consigliere». Nicola Falsirollo (Lega Nord) ha invece assicurato una denuncia per presunta diffamazione nei confronti del vicesindaco e assessore provinciale Samuele Campedelli. Clima elettrico in Consiglio comunale durante l'adozione del Piano d'assetto del territorio in sostituzione del Prg. Dopo ben 11 ore di maratona verbale, interrotta solo da una pausa di pochi minuti, il provvedimento è passato con i voti contrari di Lega e Uniti e l'astensione del Pd. Per il paese nell'arco dei prossimi dieci anni il Piano prevede 450mila metri cubi di nuovi insediamenti residenziali, 75.300 metri cubi a destinazione turistico-commerciale, altri 50mila direzionali, ulteriori 231mila con finalità produttive, il tutto su 620mila metri quadrati di territorio. Il sindaco Paolo Lorenzoni ha riassunto i tratti qualificanti del Pat elaborato dall'architetto Paolo Cattozzo: «Consolidare il ruolo di polo di riferimento del capoluogo, rafforzare i rapporti con Verona, migliorare accesso al territorio e mobilità interna, riordino del costruito, ricomposizione urbana, potenziamento del sistema produttivo, tutela del paesaggio agrario, salvaguardia ambientale e naturale». Sulla Carta delle trasformabilità spiccano le aree ecologiche e di connessione naturalistica lungo l'Adige e a sud di Santa Maria, la circonvallazione tra il capoluogo e la frazione, passante nelle vie Chiarenzi, Moro, Kennedy e la zona a servizi e residenziale prevista tra il palasport e il Giaron. Inoltre l'espansione delle aree industriali di Campagnola e Santa Maria, la messa a disposizione di un'area vicina allo svincolo Maccachiove sulla Transpolesana per l'eventuale allestimento di una scuola superiore da parte della Provincia, lo spostamento del depuratore da via Sacco a dopo la Ronchesana (a valle), ippoterapie in zona Molino Rizzardi e a Nord dell'Adige, la costruzione di una rotonda nei pressi del cavalcavia con il canale Sava, per dare uno sbocco viabilistico sicuro al quartiere Adige, a sinistra del ponte Perez. Campedelli ha rivelato che all'esame dell'amministrazione c'è il trasferimento delle scuole medie vicino al palasport, come richiesto anche da Istituto comprensivo e comitato «Per un miglior Zevio». Ai fini di una «più puntuale pianificazione e per evitare sprechi di territorio», Lega e «Uniti» hanno tra l'altro criticato l'assenza di una ricognizione su alloggi sfitti e urbanizzazioni approvate ma non ancora ultimate o messe in cantiere, non aver previsto una cittadella sportiva accanto al palasport, l'istituzione di zone a protezione monumentale, una serie di refusi sui documenti del Pat, aver tolto il vincolo sull'area riservata all'espansione dell'ospedale Chiarenzi. Il sindaco ha giudicato improbabili espansioni del Chiarenzi. «Comunque parte di quell'area è rimasta a servizi», ha aggiunto senza convincere i contestatori. Rammarico nella dichiarazione di voto di Nicola Ranghiero (Uniti): «Il Pat è stato approvato con un solo passaggio in Consiglio. Avrei preferito confronti con le varie realtà del territorio».