Marina Sapelli Ragni è Soprintendente per i Beni archeologici del Lazio In riferimento all'articolo pubblicato il 9 febbraio dal titolo L'indifferenza per la cultura, a firma di Marco Piccinelli, la Scrivente ritiene opportuno precisare quanto segue: Il grande blocco di muratura, che nella notte del 4 febbraio scorso è scivolato verso valle invadendo la carreggiata di strada dei Ruderi Romani, così come i blocchi di dimensioni più ridotte giacenti nell'area alle spalle del primo, sono il frutto di più antichi crolli dell'Acquedotto avvenuti in epoca sicuramente precedente al 1935, così come si evince dalla documentazione fotografica realizzata da T. Ashby nella Valle dell'Empiglione. Pertanto l'evento erroneamente descritto come "crollo" non è altro che uno scivolamento a valle del grande blocco di muratura informe determinato dallo smottamento della zona di terra sottostante a sua volta causato dell'ingente piovosità annuale. Negli ultimi due anni la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio è più volte intervenuta più a monte, sul tratto dell'acquedotto Anio Novus di proprietà del Demanio dello Stato che corre lungo Strada dei Ruderi Romani, con interventi di diserbo e decespugliamento, e di messa in sicurezza delle strutture murarie a garanzia della pubblica incolumità, evitando anche la chiusura della stessa strada, unica viabilità possibile per gli abitanti della zona, cosa che altrimenti avrebbe comportato la necessità di evacuazione dell'area. Attualmente è inoltre in fase di progettazione un ulteriore intervento di monitoraggio e messa in sicurezza delle murature che, peraltro, a fronte di limitati finanziamenti ministeriali, già assegnati per l'annualità 2011, non potrà ancora rappresentare l'atto conclusivo delle molteplici problematiche presentate dall'antico acquedotto per il quale si auspica e si è richiesto comunque agli Organi Superiori un intervento finanziario adeguato per un restauro di più ampio respiro.
Crollo a Tivoli, replica la soprintendente
La Soprintendente per i Beni archeologici del Lazio, Marina Sapelli Ragni, ha precisato che il grande blocco di muratura che è scivolato verso valle il 4 febbraio scorso non è stato un "crollo" ma uno scivolamento a valle determinato dallo smottamento della zona di terra sottostante. La struttura è stata infatti causata da piovosità annuale e non da un crollo antico dell'Acquedotto. La Soprintendenza ha già intervento di diserbo e decespugliamento sul tratto dell'acquedotto Anio Novus e ha messo in sicurezza le strutture murarie per evitare la chiusura della strada.
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