Il progettista Turci: «Un museo etnografico deve narrare l'identità di un territorio» «Gli oggetti di un museo devono essere come le parole in un discorso, devono saper trasmettere la poetica di un territorio». Questo il pensiero del professor Mario Turci, progettista museografo chiamato alla riorganizzazione dei musei dell'Aranciaia di Colorno. Turci, incaricato dall'amministrazione comunale di concerto con la Pro Loco, ha visitato l'Aranciaia lunedì. Non ha fatto riferimento diretto alle polemiche dei giorni scorsi sulla destinazione degli spazi dello storico edificio colornese, ma di fatto ha rivolto un implicito messaggio per favorire il dialogo e il confronto. «Il museo è un'opera collettiva che serve alla comunità - ha detto al termine del suo sopralluogo - chiunque, in buona fede, condivida questo obiettivo deve essere disposto al dialogo». Turci, contattato dall'amministrazione comunale la scorsa estate, ha trascorso a Colorno un paio d'ore durante le quali ha preso visione diretta di quanto attualmente presente all'interno dell'Aranciaia. «Conosco da tempo questo museo - ha commentato dopo aver visitato sia il primo piano completamente restaurato che il piano terra - all'interno dell'Aranciaia sono stato più volte e ricordo anche che quando in Regione si era iniziato a parlare dei musei etnografici Colorno era tra i quattro-cinque casi che venivano presi in considerazione». La «passeggiata» tra gli oltre 2mila oggetti attualmente presenti all'interno dell'Aranciaia Turci l'ha compiuta insieme al sindaco Michela Canova, all'assessore alla Cultura Donatella Censori, al consigliere comunale Roberto Gelati e alle rappresentati della Pro Loco Paola Popoli e Mirella Fadani. Presente anche l'architetto Stefania Parenti dell'ufficio tecnico comunale. «L'amministrazione - ha spiegato Turci - mi ha invitato a definire un progetto che possa rispondere ai bisogni di un museo contemporaneo. Ho visto oggetti molto interessanti. Già in occasione delle mie visite passate avevo notato la presenza di oggetti importanti che raccontano il territorio. L'intento di un museo - e qui Turci ha chiarito quelle che saranno le sue linee guida - deve essere quello di narrare l'identità di un territorio, sapendo presentare delle idee al servizio dei cittadini. Così come accade per le parole all'interno di un discorso, anche gli oggetti esposti in un museo devono saper trasmettere la poetica di un territorio. Un museo ha un doppio compito che è politico, ossia servire ai cittadini, e poetico, ossia utilizzare un linguaggio che sappia coinvolgere e far divertire il visitatore». «La collaborazione tra Comune e Pro Loco - ha concluso - rappresenta già un primo passo in questo percorso. Dopodiché dovremo dare un'identità a questo percorso». «Giovedì scorso abbiamo sottoposto i nostri progetti alla Provincia e alla Regione - ha dichiarato invece l'assessore alla Cultura Donatella Censori - nella speranza di poter accedere ai finanziamenti previsti dalla legge regionale 18 in materia di musei e beni culturali».