Serve un restauro, però mancano i fondi PISA Non ci sono soldi per salvare la Certosa di Calci (1366), uno dei monasteri monumentali più belli del mondo, non lontano da piazza dei Miiracoli e minacciato da infiltrazioni d'acqua e cedimenti. Lo scrive il governo che, in una risposta a un'interrogazione dei parlamentari Paolo Fontanelli e Maria Grazia Gatti (Pd), ha ammesso l'impossibilità di poter intervenire finanziariamente. Ma c'è chi non s'arrende e proprio ieri è stata ufficialmente aperta la «vertenza» per strappare al degrado l'antico convento. Il sindaco di Calci, Bruno Possenti, ha annunciato un consiglio comunale straordinario tra gli archi e gli affreschi a rischio. «Stiamo aspettando il nullaosta della Sovrintendenza spiega Possenti , vorremo organizzare l'iniziativa nel refettorio dove si trovano alcuni dei dipinti più belli minacciati dal degrado». Al consiglio saranno invitati politici, amministratori e uomini di cultura. Tra questi Salvatore Settis e Luciano Modica che stanno lavorando a un appello per strappare il monastero al degrado. La prima risposta del governo non dà adito a facili ottimismi. «Purtroppo la Certosa è priva di finanziamenti da quattro anni scrive il sottosegretario Francesco Maria Giro , le scarse risorse a disposizione del ministero hanno consentito, da ultimo, soltanto un intervento di somma urgenza per rimozione di stato di pericolo. Gli interventi ulteriori non sono rientrati nella programmazione ordinaria». I rimedi? Nel documento governativo si parla dell'ipotesi di inserire il monumento «in un accordo quadro così da intraprendere un programma di restauro che vedrebbe coinvolti Stato, Comune di Calci, Provincia di Pisa, Regione Toscana, con il considerevole contributo economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa». Una soluzione giudicata insoddisfacente dal sindaco Possente e dai parlamentari del Pd. «Il governo si contraddice e ancora una volta non risolve i problemi», denunciano Fontanelli e Gatti.