ROMA In tempi in cui non sa come far fronte ai tagli, il ministro per i Beni culturali Giuliano Urbani si aggrappa alla Arcus spa. Cos'è? È la spa tra il dicastero e il ministero alle Infrastrutture e Trasporti e che gestisce il 3 degli investimenti (per il 2005 Urbani voleva il 5 ma per il momento s'è beccato un no dal Parlamento) delle Infrastrutture a interventi per il patrimonio artistico e archeologico. Nata nel febbraio scorso, entrata in funzione a maggio, ieri Urbani e il collega Lunardi ne hanno presentato i progetti in gran parte già approvati e che hanno a disposizione 57 milioni di euro. Quel che Arcus fa, precisa Lunardi, è «far da volano», ovvero i dicasteri vagliano i progetti, poi la spa disloca i finanziamenti intorno al quale far «catalizzare» contributi pubblici e privati. Evitiamo però illusioni: per il 2004 ai Beni culturali il governo ha tagliato il 26 delle spese di investimento e ben oltre il 40 delle spese di funzionamento (quelle come luce, corrente elettrica e così via per tenere aperti i musei) e non uno di quei tanti euro rimpolperà queste esangui casse. Per il 2005 l'Arcus disporrà di almeno altri 50-55 milioni di euro ma, come dire?, «extra-ministero»: Cosa offrono sul piatto i ministri Urbani Lunardi? Un progetto riguarda siti archeologici collegati alla futura Linea C, un altro è con il Fai per il recupero del parco della villa gregoriana a Tivoli. Un progetto denominato Galileo, per un milione di euro, prevede un monitoraggio satellitare dei beni archeologici e culturali con l'agenzia spaziale europea. Con la Scuola Normale di Pisa parte un programma «per creare un archivio visivo digitalizzato con supporto topografico», due milioni di euro andranno a «un osservatorio stabile sull'accessibilità o meno di tutti i siti, statali e non, ai disabili» con interventi a Paestum, Mantova, Assisi, Perugia, Bergamo. C'è la voce del merchandising, da 2 milioni e mezzo di euro, ce n'è per i beni archeologici nell'area dello Stretto di Messina (in vista del Ponte), ce n'è anche per la musica a Parma, con 3 milioni all'orchestra Toscanini e 3,3 a «Parma capitale della musica»... L'elenco prosegue, i musei chiuderanno?