Il provvedimento nel «Milleproroghe» per pagare le agevolazioni ai produttori Da luglio aumentano i biglietti. Escluse le sale parrocchiali MILANO Alla fine il governo ha scelto di mettere la tassa sul cinema: un euro in più a biglietto da luglio, eccezione fatta per le sale parrocchiali. Servirà a coprire le agevolazioni fiscali alla produzione cinematografica L'effetto è un aumento, a seconda del prezzo di partenza, che potrà variare dal 15 al 25. Se ne era parlato già a dicembre nelle prime bozze del decreto Milleproroghe, poi la tassa di scopo era stata eliminata ma ieri l'esecutivo l'ha riproposta con un emendamento in Senato. Nei giorni scorsi il mondo dello spettacolo, l'Agis in testa, aveva contestato il provvedimento e gli esercenti dei cinema avevano minacciato la «serrata» di tutte le sale d'Italia in segno di protesta contro quella che definiscono «un'ingiustizia»: Anche la politica ieri è scesa in campo. Per Francesco Rutelli (Api), ex ministro per i Beni culturali, è «inaccettabile che paghino gli utenti». Mentre l'Idv teme che «la tassa allontanerà gli spettatori». Il presidente dell'Agis-Anec Paolo Protti ha ribadito la posizione degli esercenti: «E un danno per il cinema perché non crea un processo virtuoso ma si ripercuote semplicemente sul pubblico in sala: è lo spettatore che va a contribuire al rifinanziamento del Fondo per lo spettacolo mentre vi dovrebbero concorrere tutti i soggetti che usano il prodotto cioè il film, quindi anche le tv a pagamento e i provider internet». In più c'è il rischio di una diminuzione di pubblico a causa del caro-biglietto. L'effetto, mette in guardia Protti, sarà un cortocircuito perché il produttore italiano, che anche distribuisce il film e che usufruisce del finanziamento statale coperto dalla tassa sullo spettatore, si troverà probabilmente la sala svuotata Il testo del governo prevede che «a decorrere dal primo luglio prossimo e fino al 31 dicembre 2013» sia istituito «per l'accesso alle sale cinematografiche, ad esclusione di quelle delle comunità ecclesiali e religiose, un contributo speciale a carico dello spettatore pari a un euro da versare all'entrata del bilancio dello Stato». Poi sarà un decreto «interdirigenziale» dei Beni culturali e dell'Economia a stabilire le modalità della riscossione. La misura si legge nella proposta dovrebbe fruttare 45 milioni nel 2011 e 90 milioni nel 2012 e 2013, che servirebbero a finanziare gli sgravi fiscali alla produzione cinematografica. L'eventuale maggior gettito tornerebbe allo stato di previsione dei Beni culturali per essere riassegnato al «Fondo perla produzione, la distribuzione, l'esercizio e le industrie tecniche» previsto dal decreto legislativo 22 gennaio 2004, numero 28, cioè la «Riforma della disciplina in materia di attività cinematografiche». Anche l'Anca, l'associazione che rappresenta l'industria di produzione e distribuzione cinematografica, pur condividendo le finalità della tassa «auspica tuttavia che il meccanismo di prelievo sia riarticolato, rivolgendosi a un più ampio fronte di soggetti utilizzatori del prodotto filmico». E chiede al governo di adottare, contestualmente all'approvazione del provvedimento, un ordine del giorno in cui si impegna a trovare «entro la data del 30 giugno prossimo una soluzione concordata con le parti interessate». Resta il problema dei tagli pubblici al fondo unico dello spettacolo: «Siamo passati da 408 milioni a 258 e per il cinema ricorda Protti la riduzione è del 35». Ma anche sul fronte degli incentivi ai privati che investono nel settore la situazione è precaria: il credito d'imposta non è stato rinnovato per tre anni, come aveva promesso il ministro della Cultura Sandro Bordi, ma solo per sei mesi ovvero sino a giugno. Certo, da luglio poi partirà l'aumento del biglietto. Entro lunedì mattina il testo del Milleproroghe dovrebbe lasciare le commissioni Affari Costituzionali e Bilancio del Senato per arrivare in Aula a Palazzo Madama. Poi il percorso è già tracciato: maxiemendamento del governo, voto sulle pregiudiziali e fiducia. Quindi alla Camera dove si convertirà definitivamente il decreto con un nuovo ricorso alla fiducia.
La tassa di un euro sul cinema
Il governo ha deciso di aumentare il prezzo dei biglietti per le sale cinematografiche a partire dal 1 luglio, con un aumento di 15-25 euro a seconda del prezzo di partenza. La misura è stata introdotta per coprire le agevolazioni fiscali alla produzione cinematografica. L'effetto sarà un aumento del prezzo del biglietto, che potrà variare dal 15 al 25 euro. La tassa sarà applicata ad esclusione delle sale parrocchiali. L'industria cinematografica ha reagito con proteste e ha minacciato la serrata di tutte le sale d'Italia.
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