MILANO Centotrenta i candidati e un investimento globale nel 2003 di 35 milioni di euro. Sono le imprese che partecipano quest'anno al Premio Impresa Cultura, concorso nazionale giunto all'ottava edizione, rivolto ad aziende che investono in cultura. Con continuità e originalità, in una logica che supera la sponsorizzazione occasionale e fa dell'investimento in arte una leva di competitività. «Bilancio stabile rispetto allo scorso anno spiega Michela Bondardo, ideatrice e vicepresidente del sistema Impresa e Cultura -, le aziende cominciano finalmente a fissare obiettivi, delineano una politica aziendale. Questo tipo di investimento per essere davvero efficace aggiunge Bondardo non deve più essere il fiore all'occhiello di un imprenditore appassionato, ma la risposta efficace e consapevole ad un consumatore sempre più attento ed evoluto». La sfida è tutta qui. Ma il percorso ancora in salita. Sono appena 600 le aziende che dal '97 hanno partecipato al premio promosso da Confindustria, Ice, Sviluppo Italia e Comune di Palermo che quest'anno ospiterà la cerimonia finale in programma il 22 novembre. «C'è difficoltà a guardare lontano spiega Michela Bondardo le imprese italiane troppo spesso si aspettano ritorni a breve ma l'investimento in arte e cultura costruisce identità e questo non si fa in una settimana». Tra i settori più dinamici rispetto al passato quello del tessile-abbigliamento, dell'agro-alimentare e dell'arredamento, del turismo e della ristorazione. «Cresce anche il numero delle imprese aggiunge Bondardo che investono in campo scientifico». Ventuno i finalisti designati dalla giuria presieduta da Umberto Vattani, segretario generale della Farnesina, nove le categorie di concorso. Oltre al primo premio, tra i riconoscimenti previsti quello della Commissione Ue all'azienda europea che abbia investito con efficacia in cultura in Italia, il Premio Ice all'impresa che sia riuscita a valorizzare la cultura come fattore competitivo all'estero, il Premio Sviluppo Italia per il progetto più innovativo. Il Comune di Palermo valorizzerà l'investimento a più alta valenza sociale e territoriale; Banca Intesa l'azienda con il miglior curriculum in investimenti in cultura, mentre De Agostini Rizzoli, Il Sole 24-Ore e Assolombarda premieranno rispettivamente il progetto comunicato più efficacemente, la migliore sponsorizzazione tecnica, il miglior museo o archivio d'impresa. «La sfida oggi è sul territorio conferma Michela Bondardo e la scelta di cambiare ogni anno la sede del premio (le precedenti a Venezia, Napoli, Firenze) produce una maggiore sensibilità a livello locale». Sono sei infatti le imprese siciliane in lizza quest'anno, nessuna candidatura nella scorsa edizione. «Purtroppo sottolinea Bondardo bisogna ricordare che l'investimento in cultura resta un'attività marginale nel nostro Paese, rispetto a quello che si fa in Gran Bretagna, Olanda, Danimarca. La cultura è motore di creatività e di nuovo pensiero, costruisce identità forti e visibili». Elementi che il made in Italy non può più permettersi di ignorare.