PORTOSCUSO. L'inchiesta della Procura sui 540 ettari di terreno di pregio naturalistico ed ambientale della Portovesme srl avanza ma intanto a Portoscuso il clima si fa rovente. Gruppi spontanei si stanno organizzando per una manifestazione di protesta davanti ai cancelli della zona recintata dalla società del gruppo Glencore. «Ma attendiamo le mosse del sindaco Puddu, che dovrà chiarire la propria posizione dice il consigliere Angelo Cremone abbiamo in programma un'azione popolare con gente armata di tronchesine per abbattere le recinzioni illegali. Questi terreni devono rientrare di proprietà pubblica». Gruppo d'Intervento Giuridico e Amici della Terra non sono rimasti ad osservare e invitano l'amministrazione a recuperare il demanio civico di Portoscuso: «Secondo la ricostruzione sostiene Stefano Deliperi i terreni sulla costa di capo Altano sarebbero stati ceduti pressoché gratuitamente dal comune di Portoscuso al Consorzio Sardo di Sviluppo Industriale nel 1963 per la realizzazione della Città del cinema. Nel 1972 i terreni sono stati acquistati dalla Sard Invest e recentemente alla svizzera Bellisino (Glencore). Un continuo passaggio di mano di 540 ettari tranne una porzione (5 ettari), che Sard Invest avrebbe venduto ad alcuni amministratori di Portoscuso che avrebbero partecipato alla votazione della deliberazione del consiglio comunale del 15 luglio scorso». Ma per la Portovesme srl la possibilità di bloccare il progetto del secondo step del parco eolico non dovrebbe sussistere. Lo chiede con fermezza anche la Confindustria: «Il progetto eolico è strategico per l'economia del territorio».