Incontro con i dirigenti della Soprintendenza per l'area della chiesa Santa Margherita Mussomeli. Si è tenuto martedì pomeriggio, presso i locali della Sovrintendenza di Caltanissetta, un incontro programmato tra il sovrintendente Matteo Scognamiglio, l'architetto Mameli e il vicesindaco di Mussomeli Filippo MIsuraca, l'ing. comunale Giuseppe Frangiamore, la responsabile dell'ufficio culturale Liliana Genco Russo e l'architetto Alfonso Cardinale, nella sua qualità di progettisti del piano di recupero del Centro storico. L'incontro era stato programmato in occasione della visita dell'assessore regionali Missineo a Mussomeli ed è stato finalizzato a discutere della prossima apertura del museo archeologico, del castello, della chiesa di Santa Margherita e del recupero del centro storico. «Per quanto riguarda la chiesa di Santa Margherita - conferma l'assessore Misuraca - c'è stato un confronto tra i due dirigenti della Sovrintendenza e l'architetto Cardinale, circa il suo pieno recupero, con l'eliminazione di tre unità immobiliari adiacenti. Nei prossimi giorni la Soprintendenza ci indicherà quindi formalmente quali saranno le rispettive competenze da seguire in tal senso. Circa il castello, l'architetto Mameli insieme ai suoi collaboratori verrà venerdì 18 febbraio, per effettuare un sopralluogo all'interno del castello, al fine di individuare le priorità e le necessità del nostro maniero sulle quali intervenire, come ad esempio la manutenzione straordinaria. Inoltre -aggiunge l'on. Misuraca- c'è stato un confronto molto schietto circa il recupero del centro storico di Mussomeli. Abbiamo condiviso che bisogna subito intervenire con un progetto tra pubblico e privato, per il suo recupero. Successivamente ci sarà un tavolo operativo al quale inviteremo anche dei privati per un'ipotesi di partnership, oltre all'Istituto Autonomo Case Popolari che aveva già dato la sua disponibilità ad investire nel centro storico». Come più volte abbiamo rimarcato, il centro storico di Mussomeli vanta un patrimonio unico, di incomparabile bellezza, basta a solo titolo di esempio ricordare palazzo Minneci, anch'esso diroccato o la chiesetta di Santa Margherita col suggestivo campanile in pietra o il palazzo Trabia, il santuario della Madonna dei Miracoli con annesso chiostro. Eppure il centro storico, negli ultimi trent'anni, col suo progressivo svuotamento, ha intrapreso inesorabilmente la via del declino e dell'abbandono. Mesto futuro per le case vuote che continuano a crollare senza che nessuno se ne curi: esse sono il segno tangibile di un destino già segnato, in barba ai tanti proclami che da quindici anni parlano di recupero e valorizzazione. Occorrerebbe invertire tendenza, agevolando chi vuole vivere nel centro storico. "Il quartiere sta morendo e con esso l'intera Mussomeli" ha detto pochi mesi addietro l'arciprete don Pietro Genco, manifestando molta preoccupazione per il degrado del "suo" quartiere parrocchiale ma più in generale dell'intero paese, esortando gli amministratori ad attivarsi. R. M. 10022011