Italia Nostra inserisce sei siti regionali nella lista dei monumenti a rischio, dallanfiteatro di Santa Maria Capua Vetere a Paestum La casina di caccia borbonica del Settecento affrescata da Hackert versa in uno stato di totale degrado. Si temono speculazioni dei privati PAOLO DE LUCA Monumenti che vacillano. Degradati, talvolta dimenticati e rattoppati alla buona da soprintendenze sempre più povere. La Campania, conta per ora, sei siti a rischio. Lassociazione Italia nostra li ha raccolti in un elenco, una "lista rossa" dalla Lombardia alla Sicilia con oltre 130 segnalazioni, in continuo aggiornamento. «E stato proprio il crollo della Schola Armaturarum di Pompei a novembre ad avviare la nostra iniziativa - spiega Irene Ortis, responsabile delle campagne Italia nostra -. Indichiamo ai cittadini, tutti quei beni culturali esterni ai soliti circuiti turistici e spesso manchevoli di unappropriata manutenzione, per via dei tagli ai finanziamenti del Ministero dei Beni culturali». Capolista della Campania, il real sito di Carditello a San Tammaro (Caserta), splendida casina di caccia borbonica, progettata a fine Settecento per Carlo III da Luigi Collecini (allievo del Vanvitelli) e affrescata allinterno dal pittore prussiano Jakob Philipp Hackert. Oggi versa in stato di totale degrado. Nonostante le numerose iniziative di salvaguardia adottate da associazioni locali, nonché la proposta di legge per lacquisto della reggia da parte della Regione nel 2007 (mai approvata in giunta per mancanza di fondi), il tribunale di Capua ha ufficialmente messo allasta lintero sito con prezzo base di 25 milioni di euro. E si temono future speculazioni private. La lista rossa non si ferma qui. Segue lanfiteatro di Santa Maria Capua Vetere, il più antico dItalia, secondo in grandezza solo al Colosseo. La struttura (I secolo avanti Cristo), allinterno della quale combattè il gladiatore ribelle Spartaco, gode di manutenzione minima, garantita solo da unintegrazione di fondi comunali a quelli ministeriali. Più fortunata la vicina basilica benedettina di SantAngelo in Formis (fondazione longobarda di XI secolo), ancora incastrata nelle sue impalcature di contenimento, bloccate dal 2009. I lavori riprenderanno a marzo, grazie allo stanziamento di un milione di euro per il restauro degli affreschi bizantini interni, da parte della Soprintendenza ai beni architettonici di Caserta. Nel casertano è segnalata anche la suggestiva chiesa di Santa Maria della Valle, ad Alife. Scendendo verso Napoli, immancabile nella lista, il sempre più degradato Serapeo di Pozzuoli, antico mercato coperto della città, costruito nel I secolo dopo Cristo. A Paestum del maestoso santuario di Hera Argiva (VI secolo a. C.), la cui affascinante fondazione si perde nel mito di Giasone e gli Argonauti, non restano che sparute lastre, esposte alle piogge. Ma in effetti, lintera area archeologica di Paestum conferma le preoccupazioni della sua direttrice Marina Cipriani, esternate alla Borsa del turismo archeologico. Il fondo annuale, a stento sufficiente per le coperture essenziali (come gli scarsi centomila euro destinati a potare lerba, in unarea di 22 ettari), non concede imprevisti. Ne basterebbe uno per mandare la manutenzione in tilt. E puntualmente arriva. Il museo narrante virtuale accanto al tempio di Hera Argiva, è infatti ancora chiuso, dopo i danni apportati dallesondazione del fiume Sele a dicembre. Anche gli scavi di Velia ad Ascea, patria dei filosofi Parmenide e Zenone, sono malridotti. Emblematico lo smottamento della Porta rosa, il più antico esempio di arco a tutto sesto in Italia (IV secolo a. C.), nel gennaio 2007. Quattro anni dopo, i fondi destinati al restauro sono ancora pari a zero. Info www.italianostra.org
NAPOLI - Reggia di Carditello tra saccheggi e rifiuti
Lassociazione Italia nostra ha inserito sei siti regionali in Italia nella lista dei monumenti a rischio. Tra questi, il casinodella caserta, il più degradato, con un prezzo base di 25 milioni di euro. Lassociazione ha iniziato l'iniziativa dopo il crollo della Schola Armaturarum di Pompei. La lista rossa comprende oltre 130 segnalazioni, tra cui l'afriteatro di Santa Maria Capua Vetere, la basilica benedettina di SantAngelo in Formis e il Serapeo di Pozzuoli. I siti sono stati segnalati per la mancanza di manutenzione e finanziamenti del Ministero dei Beni culturali.
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