Corsa per evitare il blocco, coprirebbero 700 ettari Linchiesta Il conto provvisorio riguarda le province di Firenze, Siena, Pisa, Livorno e Grosseto Spesso sono strutture da due ettari, ma si arriva fino a quelle da 65 megawatt MARIO NERI Negli uffici "ambiente e energia" delle Province toscane si vivono giorni infuocati. Lo chiamano «lassalto alla diligenza», larrembaggio alle colline e alle campagne toscane. Da quando, a metà dicembre scorso, la giunta regionale ha approvato lo stop ai maxi impianti fotovoltaici sopra i 4.000 metri quadrati con una delibera che di qui a un mese dovrebbe essere trasformata in legge dal consiglio regionale, gli imprenditori del sole sono in allarme. Cercano rassicurazioni e vorrebbero stringere i tempi per ottenere il via libera ai progetti presentati negli ultimi mesi. Perché il futuro di soldi e business da far fruttare in nome della green economy potrebbe andare in fumo. Si teme una norma transitoria che renda retroattiva la legge. E se così fosse, verrebbero bloccate le installazioni industriali ancora da autorizzare, che solo fra Firenze, Pisa, Livorno, Siena e Grosseto sono 48 per un totale di 700 ettari. Il provvedimento era nato proprio di fronte alle richieste arrivate nel 2010. Tantissime. Troppe. Tanto da far gridare allo scempio le associazioni ambientaliste. Le province in cui gli investitori sembrano trovare terreno fertile sono soprattutto Pisa, Grosseto e Livorno. In Maremma dal 2006 al 2010 sono state rilasciati oltre 30 permessi per parchi solari sopra i 200 Kw per un totale di 30 Mw, più o meno 60 ettari. E aspettano di essere approvati ancora quattro mega-impianti: uno a Roccastrada da 48 Mw e tre a Manciano, da 13, 29,9 e 65 Mw. «Se venissero approvati sparirebbero in un sol colpo più di 200 ettari di terreni agricoli», dice Andrea Marciani, ex presidente del circolo locale di Legambiente. «In Val di Cornia, a 10 chilometri delle zone archeologiche di Baratti e Populonia, ci sono richieste da parte del comune di Piombino per 400 ettari», dice Mariarita Signorini, membro del direttivo nazionale di Italia Nostra. Nel pisano il copione cambia di poco. Dallinizio del 2010 la Provincia ha autorizzato 50 nuovi impianti e altri 32 aspettano il via libera. Sono quasi tutti di poco sotto il megawatt di potenza (2 ettari circa), il limite oltre il quale le selve di pannelli devono essere sottoposte a valutazione di impatto ambientale. In tutto quasi 160 ettari da far brillare come ghiaccio. Impianti da 990 Kw circa che Srl nate a suon di 10.000 euro di capitale sociale vorrebbero realizzare a Fauglia, Peccioli, Montecatini Val di Cecina, Orciano Pisano, Bientina e soprattutto a San Miniato. Qui il comune ha destinato ben 70 ettari finora ricoperti da vitigni allo sviluppo del solare. Più lieve il rischio in altre parti della Toscana, ma per tutti il 2010 è stato lanno del boom. A Firenze gli impianti autorizzati dal 2007 ad oggi sono 62, di cui 25 sopra i 200 Kw. E quattro sono in fase di istruttoria. A Siena da 1950 Kw del 2009 si è passati a 6366 Kw nel 2010, con cinque parchi da 990 Kw circa. Stare sotto il megawatt di potenza è un trucco per evitare la Via. E il sistema dello spezzatino. Gli impianti vengono distanziati da una strada, un sentiero o da una trentina di metri lasciati liberi così da sfuggire a verifiche più approfondite. «I Comuni stanno giocando danticipo. Molti rimettono mano agli strumenti urbanistici per cambiare la destinazione duso dei terreni. Puntano a rimpolpare i bilanci facendosi pagare lIci come su qualsiasi altra attività produttiva», denuncia Roberto Maddè, direttore regionale Coldiretti. Adeguandosi alle linee guida approvate dal governo a settembre, la delibera voluta dagli assessori Bramerini, Salvadori e Marson punta a salvaguardare il paesaggio toscano e lagricoltura. Una volta approvata, la legge proibirà gli impianti sopra i 200 kw di potenza, in pratica quelli sopra i 4.000 metri quadrati. Un divieto assoluto, concepito per le aree di interesse culturale, quelle tutelate dal codice del paesaggio, le zone Doc e Igp, ma che di fatto «riguarderà tutto il territorio regionale», dicono dagli uffici tecnici della Regione. Uniche eccezioni per gli agricoltori, che potranno installare impianti per dare ossigeno alla produzione. Ma perché limiti così stringenti? Perché il fotovoltaico genera guadagni molto più alti dellagricoltura. Molti coltivatori stanno vendendo o affittando i terreni a multinazionali o a semplici Srl. Chi compra offre dai 35mila ai 45mila euro allettaro, chi prende in affitto dai 3mila a 6 mila euro allanno. E il gioco vale la candela. Il fotovoltaico è una delle rinnovabili più incentivate. Il Gse (Gestore del servizio elettrico) assegna 320 euro ogni megawattora prodotto. Un impianto da 1 Mw costa circa 3 milioni e produce in media 1.600 megawattore allanno di energia elettrica. Significa mezzo milione di euro di aiuti assicurati per 20 anni. A cui vanno aggiunti i ricavi dellenergia venduta a Terna. Un eldorado che consente di rientrare nellinvestimento in 5-6 anni. E allora si capisce perché le coltivazioni sembrano passate di moda.
TOSCANA - Assalto al fotovoltaico 48 impianti in attesa del via
La Regione Toscana ha approvato una delibera che proibirà gli impianti fotovoltaici sopra i 4.000 metri quadrati, con l'obiettivo di proteggere il paesaggio toscano e la produzione agricola. Il provvedimento potrebbe avere un impatto negativo per gli imprenditori del solare, che hanno presentato molti progetti negli ultimi mesi. Le province di Firenze, Siena, Pisa, Livorno e Grosseto hanno autorizzato 48 impianti fotovoltaici per un totale di 700 ettari. Se il provvedimento diventerà legge, gli impianti ancora in fase di autorizzazione potrebbero essere bloccati.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo