Soprintendenza e Curia: "Il borgo rischia di morire" Bisogna fare presto e sollecitare la ripresa delledilizia: la Regione riprenda il flusso dei finanziamenti CARLO FRANCO «È davvero riprovevole che non si riesca a completare, entro la scadenza dell"anno paolino", che celebra il 1950esimo anniversario dello sbarco a Pozzuoli di Paolo di Tarso, il restauro del campanile dellantica cattedrale. Abbiamo quasi completato anche la via di accesso al tempio, ma gli altri lavori sono fermi dal 19 maggio dellanno scorso». Il soprintendente Stefano Gizzi non sa darsi pace e capiamo che le sue preoccupazioni non derivino solo dal mancato completamento del campanile della chiesa ricavata sulle macerie del tempio dei Dioscuri, ma riguardino lintero Rione Terra. Che da fabbrica eterna rischia di diventare la "grande incompiuta" della città flegrea tradendo le aspettative non solo della Curia ma dellintero territorio perché lacropoli era considerata il fiore allocchiello del nuovo rinascimento flegreo annunciato, anche questo, da Bassolino. Laria che tira a Pozzuoli non promette nulla di buono. La cappa di nebbia che avvolge il porto e i giardini di piazza della Repubblica nasce, invece, da una situazione complessiva di stallo delleconomia locale legata a fil doppio al blocco del waterfront disegnato da Peter Eisenman e, delle opere stradali di collegamento con la tangenziale e il porto. Tutto è fermo, come al Rione Terra dove non si possono visitare neanche i percorsi bellissimi della "piccola Roma" inaugurati e chiusi. E da alcuni giorni i consorzi titolari dei cantieri - il Copin, lAstaldi-Giustino costruzioni e lAti Costruire-I.C.G. spa - hanno mandato a casa circa cento lavoratori. «È una crisi molto pesante - conferma il segretario regionale di Fillea-Cgil, Giovanni Sannino - che può essere superata solo se la Regione riprenderà il flusso dei finanziamenti». Anche su questa vicenda, comè noto, la scure è calata in seguito allo sforamento del patto di stabilità ma è difficile accettare che dalla speranza di un rilancio - dopo la grande paura del bradisismo e lesodo biblico che ne seguì determinando il parziale sfollamento di Pozzuoli - si passi ora ad un flagello di altra natura che può incidere pesantemente sui livelli occupazionali. Le opere stradali rimaste in sospeso - la via Sartania, lo svincolo di via Campana, la stazione di Montesanto, il completamento del porto e del Molo Caligoliano, per citarne alcune - sono finalizzate a liberare la città flegrea dallabbraccio mortale del traffico e per assicurare al Rione Terra, al porto e agli insediamenti previsti dal grande masterplan da realizzare allinterno della ex Sofer, il respiro necessario per un nuovo discorso fondato sul turismo religioso ma anche sui collegamenti con le isole - recuperando la centralità del porto puteolano - e sullentrata in funzione della grande Accademia della vela tenacemente voluta da Pippo Dalla Vecchia dopo grande delusione della perdita dellAmericas Cup. Se la macchina non riparte, quindi, saranno guai. «È vero, il comparto Sofer - ribadisce il segretario campano della Fillea - è fondamentale per il futuro dellarea e limmobilismo di questo periodo è fonte di grandi preoccupazioni». Il commissario straordinario, prefetto Aragno, e la Regione hanno più volte annunciato che i fondi per il completamento delle opere saranno sbloccati, ma il clima pre-elettorale - a Pozzuoli si vota in primavera - punta più alla rissa che ai problemi reali. «Bisogna fare presto, insomma, e allora abbiamo deciso di convocare per martedì 15 una conferenza stampa regionale per sollecitare la ripresa delledilizia. E Pozzuoli sarà un punto di forza della nostra denuncia». Lo sperano anche in Soprintendenza e in Curia. Il vescovo Pascarella è molto amareggiato per il mancato completamento del campanile che avrebbe voluto mostrare agli studiosi paolini che da tutto il mondo verranno a Pozzuoli, dal 17 al 19, per visitare i luoghi del santo che qui soggiornò per sette giorni, nel 61 d.c., prima di recarsi a Roma. «Proprio ieri - dice il soprintendente Stefano Gizzi - ho letto il passo degli Atti degli Apostoli con la cronaca del viaggio di Paolo e il bellissimo commento del cardinale Martini nel quale si fa cenno al campanile che richiamava i fedeli. Dopo il restauro della Cattedrale e il completamento della strada di accesso al Tempio avremmo voluto chiudere in bellezza, ma qui al Rione Terra non si finisce mai e le attese saranno lunghissime». Con il rischio, secondo il soprintendente, di compiere uno sforzo che non produrrà leffetto sperato. Il progetto, infatti, non prevede il ritorno di una parte della popolazione che abitava allinterno del Rione Terra e Gizzi paventa il rischio di un borgo bellissimo che resterà «morto» per buona parte dellanno, soprattutto dinverno. Come accade a Brasilia, dice, che vive solo con i ministeri. «Avevamo accolto con favore - conclude - anche linstallazione, sul modello di Rio de Janeiro, di una statua di San Paolo al centro del porto, ma non se nè fatto niente». E San Paolo, dopo duemila anni, sta per «passare» di nuovo, ma questa volta non si guarderà indietro. Né si tratterrà.