Un bel progetto degli architetti Panconi e Pommella selezionato dalla Regione AMBIENTE STORIA VIAREGGIO. Sarà pubblicato sul «Catalogo delle buone pratiche del paesaggio» lo studio dal titolo "Recupero storico ambientale degli acqueducti della valle di Nocchi". Il progetto, proposto dagli architetti Umberto Panconi e Laura Pommella, è stato selezionato dalla Regione Toscana tra le candidature presentate alla terza edizione del Premio Mediterraneo del Paesaggio, coordinata quest'anno dalla Regione Murcia. Il premio ha individuato tra le 14 Regioni partners del Progetto Pays. Med. Urban (appartenenti a Italia, Spagna, Portogallo e Grecia) le esperienze di maggiore rilievo che fanno riferimento alla qualità degli spazi aperti di periferia, agli accessi urbani, all'interfaccia urbano-rurale, all'identità urbana ed ai nuovi settori economici. L'obiettivo generale del progetto è il miglioramento della gestione e della regolamentazione del paesaggio mediterraneo mediante l'identificazione e la valorizzazione delle esperienze locali, affinché costituiscano "buone pratiche" per il paesaggio e servano come modello per l'elaborazione di direttive e guide, finalizzate a garantire l'adeguata gestione delle trasformazioni. Il catalogo è uno strumento volto a sensibilizzare sulle questioni paesaggistiche, a promuovere la Convenzione Europea del Paesaggio, e contribuire così alla costituzione di una cultura comune del paesaggio. In particolare, il progetto elaborato nel contesto ambientale della valle del fiume Lucese, propone il restauro delle gore di Nocchi, che un tempo alimentavano numerosi opifici. Gli architetti Panconi e Pommella sottolineano la possibilità del riutilizzo del sistema dei condotti, di cui si rilevano ancora deboli, ma significativi usi da parte degli abitanti. Attraverso l'indagine delle antiche tecniche costruttive e della cultura materiale della civiltà agricola, approdano alle attuali problematiche della tutela del territorio, rispetto alla sua fragilità idrogeologica. Viene, inoltre, proposto il recupero degli antichi tracciati per creare una viabilità pedonale e ciclabile alternativa alla principale via di traffico meccanizzato del paese. Lo studio presenta il borgo, come ideale laboratorio che, ispirandosi a criteri di sostenibilità e partecipazione, avvii un processo di valorizzazione del patrimonio culturale e naturale come risorsa per il territorio.