Da domani una sezione dei reperti esposti alla Fondazione Lazzareschi LUCCA. Il fascino della civiltà etrusca approda nel centro storico. Per l'esattezza nella sede storica della Cassa di Risparmio di piazza San Giusto dove domani alle 17 verrà aperta una sezione della mostra già allestita presso la Fondazione Lazzareschi di Porcari e l'Antica Zecca di Lucca. Alla presentazione hanno partecipato Alberto Varetti e Francesco Minotti, rispettivamente presidente e direttore generale della Cassa di Risparmio che ha sostenuto l'iniziativa. Che sarà l'occasione per presentare il nuovo catalogo della mostra curato dal direttore del museo archeologico di Firenze Giuseppina Carlotta Cianferoni e dall'archeologa Rosalba Settesoldi. L'inaugurazione sarà preceduta da una conferenza del prof. Giulio Ciampoltrini della sovrintendenza dei beni archeologici della Toscana. Sarà l'occasione per compiere un viaggio attraverso la storia di un popolo che ancor oggi nasconde molti misteri che da sempre alimentano interesse e curiosità. Il volume illustrato è stato elaborato in maniera comprensibile per tutti, affinchè anche i non addetti ai lavori possano conoscere il lungo percorso dell'antica civiltà sorta tra l'ottavo e il nono secolo a.C. L'esposizine si pone l'obiettivo di analizzare i molteplici aspetti della società etrusca, tra le più erudite ed evolute della nostra storia, con un'organizzazione politica ed economica eccezionalmente moderne per l'epoca. Che ha lasciato parecchie tracce nella nostra provincia, molte delle quali esposte per la prima volta al pubblico. E si propone di aprire una finestra sul nostro territorio per mettere a disposizione di ognuno lo stato attuale dell'indagine etruscologica - afferma Ciampoltrini che denuncia l'assenza di iniziative che consentano di trasferire le conoscenze scientifiche nella dovuta maniera. Il linguaggio semplice adottato per l'occasione vuole essere un omaggio al grande archeologo Mario Cristofani che ha sempre sostenuto la necessità di adottare una terminologia comprensibile anche da chi ha sempre definito l'archeologia una scienza d'èlite. Questo in sintesi lo scopo della mostra che Ciampoltrini definisce epocale per l'originalità dei suoi contenuti che consentono al pubblico di ammirare una civiltà nel suo insieme e scoprire, attraverso immagini sconvolgenti e oggetti unici, i momenti cruciali della peculiarità del mondo etrusco. «Abbiamo puntato sulla specificità - conclude - facendo risaltare gli aspetti salienti della civiltà più affascinante di tutti i tempi. Evidenziando gli elementi principali come gli usi, la religione, l'edilizia e molte altre testimonianze. In modo particolare la sfera femminile, piatto forte di un popolo che, a differenza di altri,ha sempre rispettato il ruolo della donna nella società, al pari degli uomini, in un'epoca che non lasciava certo intravedere barlumi di emancipazione».