Poteri speciali alla Soprintendenza di Napoli e Pompei, assunzione di archeologi, sponsorizzazioni dei privati più facili. Sono le disposizioni previste in un emendamento al decreto milleproroghe firmato dal relatore Lucio Malan. Si tratta, in verità, del piano che il governo aveva inizialmente inserito nella bozza del decreto prima dell'approvazione in Consiglio dei Ministri, che poi è stato stralciato. Vengono prorogate di un anno le graduatorie per l'assunzione di personale, soprattutto archeologi, nel limite di spesa di 900mila euro l'anno a decorrere dal 2011. La Soprintendenza di Napoli e Pompei dovrà elaborare un piano straordinario per la conservazione, la conservazione e il restauro delle aree. Le risorse vengono attinte dal Fas per la quota destinata alla regione Campania. Per la realizzazione del programma straordinario è anche previsto l'approto di capitale privato attraverso sponsorizzazioni le cui procedure vengono semplificate. Insomma più soldi per il personale e un programma straordinario di interventi conservativi per Pompei con l'ipotesi, stavolta concreta, di coinvolgere anche eventuali "sponsor" nell'operazione. Tutto questo è previsto dall'emendamento al milleproroghe depositato da Malan. Si pensa a «procedure straordinarie di reclutamento per rafforzare l'autonomia e l'efficacia delle azioni e degli interventi di tutela nelle aree archeologiche sulla base di un programma straordinario e urgente di interventi conservativi di prevenzione, manutenzione e restauro». Per realizzare il programma straordinario i fondi saranno reperiti dal fondo per le aree sottosviluppate (Fas) destinati alla Campania e per una quota dai fondi nel bilancio della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei. Altra quota sarà a carico della regione Campania. Gli interventi sono dichiarati «di pubblica utilità, indifferibili ed urgenti». Potranno dunque essere realizzati «ove occorra, in deroga alle previsioni degli strumenti di pianificazione urbanistica». Se non ci fossero finanziatori privati «il Soprintendente può ricercare ulteriori sponsor senza altre formalità e anche mediante procedura negoziata». Intanto, non è caduto nel vuoto l'appello lanciato qualche settimana fa dall'imprenditore marchigiano Diego Della Valle, che aveva invitato gli imprenditori napoletani a seguire il suo esempio, occupandosi in prima persona dei restauri necessari per gli scavi archeologici di Pompei. «Finanziamo il recupero dei monumenti, - aveva detto l'imprenditore marchigiano, - ho già parlato con alcuni amici. Sarò a Napoli nel fine settimana per poter spiegare da vicino agli interessati il senso e le finalità dell'iniziativa per il Colosseo che credo possano essere di aiuto per affrontare il restauro di Pompei». Tra gli interlocutori c'è stato e ci sarà Maurizio Marinella, Salvatore Naldi, Gianni Punzo, fondatore e anima del Cis e partner di Della Valle e Montezemolo nella Ntv, società ferroviaria per l'alta velocità. La cordata, insomma, è in via di formazione e già questo sabato potrebbe segnare l'avvio di un progetto imprenditoriale legato al recupero di Pompei. Il progetto potrebbe avvicinarsi, se non unirsi, con quello parallelo intrapreso dall'Unione Industriali e che fa riferimento ad Aurelio De Laurentiis. In questi giorni Mario Resca, direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale presso il ministero dei Beni Culturali, ha avuto una serie di incontri a Roma. Ci sarebbe l'interessamento per il sito di una fondazione a livello europeo, anche se sul nome è ancora mistero. È fuori dubbio, invece, che il restauro di Pompei ha solleticato il senso degli affari di diverse multinazionali straniere, intenzionate a fare del sito archeologico una miniera d'oro.
POMPEI - Archeologi e fondi per gli Scavi
Il governo ha approvato un emendamento al decreto milleproroghe che proroga di un anno le graduatorie per l'assunzione di personale, soprattutto archeologi, nel limite di spesa di 900mila euro l'anno. La Soprintendenza di Napoli e Pompei dovrà elaborare un piano straordinario per la conservazione, la conservazione e il restauro delle aree archeologiche. I fondi saranno reperiti dal Fas per la quota destinata alla regione Campania e per una quota dai fondi nel bilancio della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei. Altre quote saranno a carico della regione Campania. Gli interventi sono dichiarati di pubblica utilità, indifferibili ed urgenti.
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