PALERMO. II Castellaccio è una montagna sacra sferzata dal vento che per secoli è stata lì, sentinella che guarda il mare di Scopello, dove comincia la riserva dello Zingaro. Ma oggi la sentinella si è dovuta arrendere agli assalti del cemento e il Castellaccio è ridotto a un marasma di case sulle rocce. Le forze dell'ordine cominciano a mettere sigilli e 23 nuove costruzioni sono state bloccate due giorni fa: nel registro degli indagati per lottizzazione abusiva sono stati iscritti i proprietari delle case, il titolare dell'immobiliare che stava tirando su un complesso di 9 residence di lusso e tre tecnici del Comune di Castellammare del Golfo, guidato dal sindaco forzista Giuseppe Ancona. È l'ennesima lottizzazione abusiva di un'area di verde agricolo edificata secondo i parametri delle cubature previste dalla legge dove però vengon fatti passare per rustici edifici che hanno tanto di patio e piscina. Parchi al massacro. Oggi in Sicilia c'è un vero e proprio «delirio edificatorio» che sta massacrando parchi e riserve, smembrati da costruzioni fatiscenti o vere cattedrali nel deserto per accedere ai fondi europei. Alberghi e parcheggi, seconde e terze case perennemente senza facciata sono in attesa del condono che verrà. E nell'attesa si costruisce pure la notte. Dagli sfaceli alle Eolie, che in questi giorni hanno fatto il giro del mondo e indisposto l'Unesco che minaccia di depennare le sette sorelle del vento dall'elenco di «sito patrimonio dell'umanità» (ma il parlamento siciliano medita in queste ore di ribellarsi all'impugnatura subita da parte del Commissario dello Stato che ha cassato le scandalose norme fin qui approvate), alle sempre in piedi case abusive della Valle dei Templi, all'Oasi del Simeto nel catanese, che è una delle aree umide di maggior pregio ambientale d'Italia con più di 500 case abusive da demolire, alle 5000 case abusive fii Triscina, passando per Pizzo Sella e pe rla «Scala dei Turchi» dove la famiglia Cuffaro gestisce un albergo in una zona proibita, senza dimenticare le speculazioni edilizie di Segesta e di Selinunte. Il Parco mistico. Ma l'elenco è lungo, andiamo con ordine. Prima di tutto il cosiddetto «Parco Mistico» di Segesta. Forse la cosa più folle e assurda architettata in quest'inizio secolo. Un progetto assai caro al deputato di An Nicolo Cristaldi, sindaco riconfermato di Calatafimi-Segesta e presidente dell'Assemblea regionale siciliana fino alla scorsa legislatura, che avrebbe voluto collocare delle enormi statue raffiguranti papa Wojtyla, Padre Pio e madre Teresa di Calcutta proprio accanto la zona archeologica di Segesta, su un costone di roccia alto una ventina di metri e sopra un grande spiazzo dove era previsto che i fedeli del business pregassero. Tra vigneti e uliveti. Per far nascere anche da queste parti il turismo mistico, disse Cristaldi, ma poi saltò fuori tutta una storia di terreni di amici degli amici (c'era di mezzo anche un assessore della Giunta Cristaldi, con precisi e documentati interessi nella zona) su cui costruire alberghi e parcheggi e anche una strada quasi fin dentro le rovine del santuario di Mango, vecchio di 2600 anni e ricadente all'interno dell'area archeologica di Segesta. Gli ambientalisti hanno fatto il diavolo a quattro e Cristaldi si è dovuto fermare ma il progetto è tutt' ora in piedi. Valle dei Templi. In un'altra zona archeologica, nel Parco della Valle dei Templi, sono circa 600 le costruzioni realizzate illegalmente - ovviamente è un'area sottoposta a vincolo d'inedificabilità assoluta -e fra queste quella del senatore dell'Udc Calogero Sodano (la villa in questione era intestata inizialmente alla suocera dell'ex sindaco, Clelia Aiazzi, che poi donò l'immobile alla figlia, Antonella Gulotta, moglie di Sodano), già sindaco di Agrigento e già condannato per gli abusi edilizi nella valle dei Templi a un anno e mezzo di reclusione. Socio Totò sul litorale. Girando pei l'agrigentino spunta fuori il nome del presidente Cuffaro (che ha i natali da queste parti: Raffadali). Ebbene, Cuffaro è socio -assieme ai suoi fratelli Giuseppe e Silvio e ai viticoltori siciliani Fabio e Giacomo Hopps - della H C and Sons, una società che gestisce la struttura alberghiera di Capo Rossello, a Realmonte in provincia di Agrigento, sullo splendido litorale della «Scala dei Turchi», in un'area sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale. E se mille anni fa qui sbarcarono gli Ottomani oggi è terra di conquista dei palazzinari. E alla Procura di Agrigento hanno indagato parecchio (per abusivismo edilizio e abuso d'ufficio) sulla lunga e tormentata vicenda della costruzione dell'albergo in questione. Gli accertamenti riguardano la cooperativa Nautisud - proprietaria dell' immobile - che chiese la concessione edilizia quasi vent'anni or sono e che ebbe via libera anche a cospicui finanziamenti (6 miliardi di lire) a tasso agevolato da parte dell'Ircac (Istituto regionale per il credito alle cooperative), un carrozzone oggi coli' acqua alla gola. Dopo quindici anni di peripezie fatti anche di contratti di appalto con altre società, ulteriori finanziamenti e successive concessioni edilizie, la Nautisud - in difficoltà e non in grado di far funzionare l'albergo che nel frattempo era stato quasi completato - firma (1999) un contratto con la HC and Sons, in virtù del quale quest'ultima si assume la gestione dell'albergo per vent'anni. Contratto rinnovabile. Triscina. A un'ora di strada da qui c'è Triscina, a due passi dai, Templi di Selinunte, con circa 5000 case (tutte) fuorilegge colpite da ordinanza di demolizione obbligatoria che non hanno però mai visto né una ruspa, né un piccone o uno scalpello.