NUOVI Uffizi, punto e a capo. Manca il progetto esecutivo generale. E i fondi di circa 67 miliardi di vecchie lire, stanziati dal ministero nel'99, rischiano di tornare a Roma: entro aprile dovrebbero essere spesi, ma sfumano le possibilità di un appalto in tempo utile. Il direttore generale del ministero Roberto Cecchi, nominato da qualche mese supervisore dei Nuovi Uffizi dal ministro Giuliano Urbani, esige il progetto complessivo dei lavori per espletare con un unico bando e appalto, tutte le opere. Una richiesta che segna una battuta di arresto sui cantieri, già molto in ritardo sul cronoprogramma del 2000 presentato allora dal ministro Melandri. E un allarme annunciato dal soprintendente ai monumenti Domenico Valentino: «Cecchi vuole un progetto unitario. E chi lo fa? Finora siamo andati avanti per lotti, con interventi mirati, tanto più che non siamo dotati di un ufficio tecnico capace di redigere un così vasto progetto esecutivo. Così ora, non essendoci impegni di spesa, i fondi torneranno indietro». Uno stop che equivale a ripartire da capo, secondo Valentino che, non poco contrariato, racconta di aver invano discusso con Cecchi anche la scorsa settimana, durante la seconda visita del funzionario-supervisore: «Il direttore vuole sapere come saranno allestite le sale, se con tavole o tele, con quali impianti di climatizzazione. Ha mandato qui due collaboratrici-architetti che hanno raccolto dati e rilievi, tra l'altro già esistenti. Insomma si ricomincia da zero e i lavori sono fermi. A parte quelli in corso per i nuovi bagni sotterranei. Mentre potremmo procedere con gli ascensori, con il completamento delle sale, secondo i piani già usati fino ad oggi e che hanno funzionato benissimo». Un passo indietro anche per Antonio Godoli, architetto della galleria: «Programma e criteri generali degli interventi sono stilati e consegnati al ministero dall'88. I progetti finora li abbiamo fatti in soprintendenza, a lotti. I nuovi lavori alle sale vasariane, sono per spazi in serie ed esistono già tutte le indicazioni. La soprintendenza procede perpiccoli appalti, non ha un grande studio di progettazione. E per fare un progetto unico di tutti i lavori, servirebbe una gara internazionale, un appalto da 5 milioni di euro». Già, ma il progetto esecutivo chiesto da Cecchi è previsto dalla legge Merloni? «E' vero prosegue Godoli sono cambiati governi, ministri e leggi. Per questo ci doveva essere anche un ufficio tecnico per i Nuovi Uffizi diretto da Mario Lolli Ghetti, invece non è mai entrato in funzione e Lolli Ghetti è soprintendente regionale. Così, se vogliono un progetto unitario, si deve ricorrere ad un bando. E quando sarà pronto?». Una bella grana da risolvere. E intanto galleggiano sospesi in aria i progetti delle due torri per gli ascensori. Due scatoloni in vetro e acciaio: uno dietro la loggia dei Lanzi e l'altro nell'edificio su piazza Castellani. I costi strutturali sono allo studio di Arup, società di calcoli ingegneristici. «Conosciuti i costi, potremmo procedere con il progetto degli ascensori, accelerare i tempi e non perdere i finanziamenti aggiunge Valentino L'ho detto a Cecchi, ma lui insiste sul piano generale e per ora non ha dato risposte». Nel frattempo c'è chi si indigna. «Anche il sindaco è ar-rabbiatissimo. Eharagione.E' uno scandalo che gli Uffizi non abbiano un progetto esecutivo unitario dichia-I ra l'assessore all'urbanistica di Palazzo Vecchio Gianni Biagi mi chiedo cosa abbia fatto fino ad oggi Valentino, oltre mettere i bastoni tra le ruote con la Loggia Isozaki. Il problema a questo punto è del governo». E su ritardi e inadempienze, la denunciaarrivaancheda Gianni Cibin, consigliere delegato della società Property-Benetton impegnato nella ristrutturazione (pronta a maggio-giugno) dell'ex cinema Capitol, e con una convenzione con Palazzo Vecchio, sul ripristino di piazza Castellani. «Da oggi (ieri ndr.) è partita la pavimentazione in pietra di Piazza Castellani. E arriveranno anche i 24 lampioni previsti nel progetto. Per illuminare cosa? La loggia-uscita degli Uffizi che non c'è? Abbiamo firmato patti precisi, siamo pronti a chiedere i danni. E non ci chiedano altri contributi, abbiamo già dato» sostieneCibin. E sulla vicenda interviene anche l'ex ministro Giovanna Melandri: «Lavori bloccati ovunque e tagli in mezza Italia. Ormai sventola bandiera bianca su circa due anni di governo di beni culturali. Firenze rischia di perdere anche i fondi. Certo, il ministro Urbani può riassegnarli. Riprogrammarli è un lavoro duro e visti i tempi di vacche magre, li vedo già dirottati su altre emergenze».
Nuovi Uffizi, in meno 34 milioni di euro
Il progetto esecutivo generale per i Nuovi Uffizi è ancora in discussione, a causa della mancanza di un progetto unitario. Il direttore generale del ministero Roberto Cecchi ha richiesto un progetto complessivo per espletare con un unico bando e appalto tutte le opere. Tuttavia, la soprintendente ai monumenti Domenico Valentino ha espresso preoccupazioni sulla possibilità di un progetto unico, a causa della mancanza di un ufficio tecnico capace di redigere un progetto esecutivo. I fondi di circa 67 miliardi di vecchie lire, stanziati nel 1999, rischiano di tornare a Roma se non vengono spesi entro aprile.
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