Oltre duemila dipendenti e una mission tutta da definire: è la nuova spa pubblica che dovrebbe nascere dall'accorpamento in Beni culturali Spa della Multiservizi Spa e della Biosphera Spa, che al momento non convince la commissione Bilancio dell'Assemblea regionale siciliana, che ieri ha cominciato le audizioni dei dirigenti delle partecipate della Regione. «Quanto costerà il personale, quali mansioni svolgeranno i dipendenti, la Regione sarà l'unico committente o ce ne saranno altri?», sono gli interrogativi posti dal presidente della commissione Bilancio, Riccardo Savona (Mpa), a conclusione dell'audizione di Maria Adelaide Spatafora, vice presidente della Beni culturali Spa, ascoltata in audizione a Palazzo dei Normanni. La dirigente ha sottolineato che le tre società hanno un oggetto sociale differente: Beni culturali Spa si occupa della valorizzazione e della gestione di pubblici servizi relativi alla custodia, conservazione ordinaria e straordinaria, restauro e fruizione dei beni culturali. L'organico della società è di 1.061 addetti, che costano circa 40 milioni di euro l'anno. Nella nuova Spa, oltre a questi lavoratori, dovrebbe confluire il personale di Biosphera Spa (circa 200 addetti) e quello di Multiservizi (altri 1.100). Il segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo, al termine dell'audizione dei rappresentanti della società Beni culturali ha chiesto che «l'assessore Sebastiano Missineo riferisca in commissione Bilancio sui bandi che prevedono l'affidamento ai privati di alcune attività oggi svolte dai dipendenti della Beni culturali spa nei siti archeologici e nei musei della Regione. Il presidente della Commissione Riccardo Savona aggiunge Lupo ha previsto l'audizione dell'assessore per la prossima settimana. Non possiamo rischiare che alcuni lavoratori della società restino senza lavoro, con un conseguente aggravio di costi per la Regione».