PORLEZZA - L'oratorio di San Michele fa acqua e un affresco trecentesco è a rischio. La segnalazione sulla critica situazione in cui versa l'antico edificio sacro di Cima è stata fatta di recente in consiglio comunale dal gruppo di minoranza "Ripensando Porlezza" e il sindaco Sergio Erculiani ha assicurato che, pur non trattandosi di una proprietà comunale, si prenderà comunque a cuore la questione. Al di là delle infiltrazioni, c'è un aspetto curioso e un po' paradossale che riguarda lo stesso oratorio, gioiello dell'arte romanica: essendo inserito in un contesto privato, risulta praticamente inaccessibile. «Già in passato c'è chi ha chiesto che venisse adottato un provvedimento affinché i fedeli di Cima, molto affezionati alla chiesetta, potessero utilizzarla - sottolinea la portavoce del gruppo, Sabrina Risi - . Un cancello chiude il passaggio di collegamento tra la spiaggia, pubblica e teoricamente luogo di attracco per le imbarcazioni, e l'oratorio. Una siepe alta più di due metri, inoltre, copre addirittura del tutto il lato dell'edificio rivolto verso lago, impedendo la vista dell'affresco della Madonna, datato 1732. E' un vero peccato, perché si tratta di uno scrigno di storia e cultura che meriterebbe di essere valorizzato e accessibile a tutti. L'oratorio di San Michele risulta tra l'altro catalogato fra i beni architettonici della Regione Lombardia ed è a tutti gli effetti un monumento. Un monumento, per di più, di raro valore, se si pensa alla qualità dell'affresco trecentesco dell'ultima cena, restaurato una ventina d'anni fa circa».