«Ma credete forse che ci vogliamo vendere il Colosseo?». Così, da quasi dieci anni (cioè da quando, nel 2002, Giulio Tremonti creò la Patrimonio dello Stato SpA), i talebani della messa a reddito del patrimonio apostrofano i difensori della tutela pubblica. Oggi l'iperbole diventa (quasi) reale. Non si vende il Colosseo, certo, ma va all'asta una superba reggia borbonica di proprietà pubblica: il Casino reale di Carditello, una delle residenze extraurbane preferite da Carlo di Borbone e Ferdinando IV, già centro di una complessa azienda agricola e decorata da artisti come Philipp Hackert e Fedele Fischetti. Il traguardo della prima alienazione di un sito monumentale pubblico sta, dunque, per essere tagliato non dal Nord-Est ultraliberista ma dal Casertano del pantano burocratico. Carditello viene, infatti, battuto all'asta per ripianare parte dei debiti del Consorzio di bonifica del Volturno (proprietario del complesso fin dal dopoguerra) nei confronti del Banco di Napoli. Invece che gridare (grottescamente) alla razzia nordista perché il Banco fa capo ad Intesa San Paolo, bisognerebbe chiedersi cosa hanno fatto le istituzioni campane, a cominciare dalla regione, che da molti anni avrebbe potuto salvare Carditello. Il presidente Caldoro ha più volte dichiarato di voler restituire a Napoli il rango di capitale culturale, ma in questa materia l'azione politica della Giunta sembra impantanata in una palude di irresolutezza. Rilevare Carditello, restaurarlo e lanciarlo come fulcro di una politica vera di turismo culturale è un'occasione unica: viceversa, nessun evento, nessun museo di arte contemporanea, nessuna Grande Mostra potrebbe cancellare l'onta di una alienazione.
Carditello, la reggia messa all'asta
Il Casino reale di Carditello, una reggia borbonica di proprietà pubblica, è stato all'asta per ripianare i debiti del Consorzio di bonifica del Volturno. Il sito monumentale è stato acquistato dal Banco di Napoli, che fa capo ad Intesa San Paolo. La regione Campania, che avrebbe potuto salvare Carditello, sembra impantanata in irresolutezza. La Giunta regionale ha dichiarato di voler restituire a Napoli il rango di capitale culturale, ma l'alienazione del sito è stata realizzata. La situazione è considerata un'onta per la cultura e la storia del luogo. Il Casino reale di Carditello è una delle residenze extraurbane preferite da Carlo di Borbone e Ferdinando IV.
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