Un massimo di 900 metri cubi per edificio quando le richieste di condono cumulative sono per la prima casa, 600 per gli altri manufatti destinati a usi abitativi e 200 per tutte le altre costruzioni. L'introduzione di un tetto massimo è una delle modifiche al testo originario sul condono edilizio diventato ieri sera legge della Regione Lazio. La singola sanatoria resta di 450 metri cubi per la prima casa e di 300 per le altre abitazioni. «Abbiamo fatto una scelta privilegiando gli abusi per necessità cioè per la prima casa - ha detto Luciano Ciocchetti, assessore regionale all'urbanistica -. Abbiamo abbassato tutti i parametri della sanatoria proposta dal governo per evitare speculazioni vietando qualsiasi condono sulle aree vincolate che nel Lazio sono il 67 per cento del territorio. E infine abbiamo dato ai Comuni tutti si soldi degli oneri concessori per realizzare le opere di urbanizzazione mentre la Regione tratterà il 10 per cento delle multe che saranno però riversati ai Comuni per prevenire altri fenomeno di abusi edilizi». La legge è stata approvata con 26 voti a favore e 6 contrari. «Un brutto provvedimento che incentiva la cultura dell'abusivismo - hanno detto il capogruppo dei Ds Michele Meta e il consigliere Biagio Minnucci -. Sono troppi 450 metri cubi da condonare e c'è la possibilità di sanare le seconde case. A pagare saranno come al solito i cittadini onesti, quelli che hanno seguito le regole». «Abbiamo impedito che i piccoli rifugi agricoli diventassero ville», ha aggiunto il diessino Renzo Carella. I verdi ritengono che grazie al loro impegno è stata evitata la sanatoria nelle aree protette anche se l'abuso è avvenuto prima della costituzione delle aree protette. Anche dagli altri banchi dell'opposizione (Pdci, Rifondazione e Margherita) resta il forte giudizio negativo sulla legge che «premia le illegalità e le speculazioni». «Minacciavano barricate - replica a distanza Francesco Storace, presidente della Regione - poi hanno fatto marcia indietro e l'ostruzionismo è subito cessato. Se il condono edilizio della Regione è peggiore di quello del governo, perché lo hanno fatto passare?». Ma non sono mancate frecciate tra la Pisana e il Campidoglio. «Non abbiamo intenzione di prendere lezioni da chi ha fatto scempio della programmazione urbanistica - ha detto durante il dibattito Fabio Rampelli, consigliere di An -. Il Comune di Roma ha fatto molto di peggio di un condono edilizio cioè ha ufficializzato la discrezionalità attraverso la Variante delle Certezze. L'opposizione ci chiede se tutto quello che non è condonato sarà demolito. Noi rispondiamo che saranno i Comuni a decidere cosa e come demolire o acquisire al patrimonio pubblico». L'assessore capitolino all'urbanistica, Roberto Morassut, aveva polemizzato con il centro destra al governo del Lazio: «Le proposte di Roma e degli altri Comuni non sono state mai realmente prese in considerazione. Noi avevano proposto di condonare solo la prima casa e per un massimo di 330 metri cubi». «Abbiamo un'idea diversa sulle cubature e non credo che sia un reato», ha risposto Ciocchetti. Un'altra novità della legge regionale è l'allungamento dei tempi per il silenzio-assenso così come proposto dall'opposizione e ulteriormente prolungato dalla maggioranza. La scadenza originaria era di 24 mesi, ora sono diventati 36 ma a partire dal 31 dicembre del 2005. In realtà i Comuni hanno quattro anni di tempo per esprimere un parere prima che scatti automaticamente il condono e quindi più tempo per evitare errori.