Appesi a un sogno, come se la Venere di Morgantna avesse il potere con un tocco magico di far fiorire il turismo in un territorio finora emarginato. Tra l'altro Venere ha un braccio solo, il destro, e dovrebbe fare uno sforzo suppletivo. Poverina, ne ha visto di tutti i colori negli oltre 2000 anni di vita: sotterrata per sfuggire alle razzie dei legionari di Roma, disseppellita dai tombaroli e tagliata in tre pezzi negli anni 80, emigrata in Svizzera e collocata in un deposito dei trafficanti d'arte, venduta al Paul Getty per 18 milioni di dollari. In tutti questi frangenti ha perduto anche il piede sinistro, oltre al braccio. E' una dea il cui corpo è stato martirizzato peggio di Sant'Agata e ora la popolazione di AIDONE l'aspetta con devoto rispetto e tenace speranza nel futuro. Perché per una piccola comunità poter vedere e mettere in mostra le magnificenze del passato comporta sorpresa e orgoglio delle proprie origini, come un fiaba che si materializza. Ed è proprio l'aspetto fiabesco quello che intriga in uno scenario agreste dalle dolci colline dove prima c'era una antica città fervida d'arte e di commerci. Pensate alla Venere opera di qualche allievo siculo di Fidia, ai 15 pezzi d'argento finemente cesellati, agli acroliti di marmo che senza vederti sembrano scrutarti nell'anima. Ora che tutto questo per singolare magìa sta diventando realtà palpabile offerta all'ammirazione del mondo ti chiedi quanto durerà il sogno, quanto quelle vecchie pietre sapientemente scolpite e quei ninnoli attrarranno i visitatori e per quanto tempo. Ma qui entriamo in un campo non prevedibile. La sola cosa certa è che con l'accoppiata Morgantina-Piazza Armerina il centro della Sicilia non sarà più lo stesso. E quindi è lecito sognare che tra le nebbie di AIDONE la grande statua della maga Venere continui a risplendere. 08022011