Altro che mille giorni per realizzarle: non cè accordo con le ditte su tempi e prezzi Palazzo Vecchio viene incontro ai negozi sul tracciato: incentivi a chi si trasferisce Tramvia linee 2 e 3, la data dinizio dei cantieri è ancora avvolta nelle nebbie. Niente gennaio, niente febbraio, probabilmente niente marzo: manca ancora il parere della soprintendenza sul progetto esecutivo che poi dovrà andare in giunta, i progetti e i tracciati sono stati modificati (la 2 non passa più dal Duomo) e le nuove varianti ancora non sono definite e non hanno lok del ministero dei trasporti, le imprese incaricate dei lavori non mollano sulla richiesta del sindaco Renzi di finire i lavori in mille giorni secchi per non scavalcare le prossime elezioni nel 2014: chiedono più soldi - si parla di 10-15 milioni in più rispetto ai 303 dellappalto - e più mesi di lavori. Palazzo Vecchio non vuole mettere toppe durante i lavori e cerca sicurezze su tutti i fronti prima di dare lo start: ma allo stesso tempo ha fretta, sa che non si può più aspettare per non perdere il treno elettorale del 2014. Partire coi lavori dopo lestate, è lo spauracchio che circola da giorni tra i tecnici delle ditte. «E già tardi, adesso o mai più», si ribatte dal Comune. E il rebus numero uno di queste settimane per la giunta Renzi. Tra i tecnici della Tram spa, il raggruppamento di imprese titolari dei cantieri delle linee 2 e 3, si paventa il rischio che di questo passo le prime ruspe al lavoro per realizzare le tramvie che collegheranno Santa Maria Novella a Careggi e allaeroporto di Peretola si vedranno per lestate se non in autunno visto che le varianti non ci sono, sui soldi non cè accordo e il ministero dei beni culturali, a cui la soprintendenza fiorentina ha chiesto lultima parola sul progetto esecutivo, potrebbe chiedere modifiche alla linea 2 nel tratto in cui attraversa il palazzo Mazzoni sul viale Belfiore. Ma per Palazzo Vecchio lultima campana è ormai suonata: se non si parte entro primavera i nuovi tram non saranno mai in funzione per le prossime elezioni e gli stessi accordi economici con le banche sarebbero compromessi, si ragiona tra i tecnici comunali. O adesso o mai più: inutile pensare di partire coi lavori delle nuove tramvie in ottobre con la certezza di non poter inaugurare nemmeno una linea per le elezioni 2014 e la sola conseguenza di perdere consenso in città per via del traffico impazzito, è quel che si dice in Comune. Allo stesso tempo si aggiunge però che partire coi cantieri senza certezze sui tempi e in assenza di un parere fondamentale come quello della soprintendenza sul progetto esecutivo non è nemmeno ipotizzabile. Intanto ieri il vicesindaco Nardella e gli assessori Mattei e Falchetti hanno incontrato i rappresentanti delle centinaia di negozi che saranno coinvolti dai cantieri del tram tra Novoli e Rifredi: nascerà un osservatorio per monitorare e valutare limpatto economico dei lavori sulle attività commerciali. Confartigianato, Confesercenti e Confcommercio chiedono tempi certi, programmazione nei cantieri, sospensione o dilazione dei tributi comunali (Tia, Ici, tassa di occupazione del suolo pubblico) per le imprese che subiranno ripercussioni sugli incassi. Nei tratti più critici come la strettoia di via di Novoli, dove sfreccerà la linea 2, i negozi coinvolti potrebbero trasferirsi in altri fondi: il Comune è daccordo.
FIRENZE - Le linee 2 e 3 ancora nella nebbia Il Comune: o si parte o addio tram
Il Comune di Firenze è in difficoltà per realizzare i cantieri dei nuovi tramvioli in mille giorni. Le ditte incaricate dei lavori chiedono più soldi e mesi di lavori. Il Palazzo Vecchio non vuole mettere toppe durante i lavori e cerca sicurezze su tutti i fronti. Il sindaco Renzi vuole finire i lavori entro primavera per non perdere il treno elettorale del 2014. Le imprese chiedono 10-15 milioni in più rispetto ai 303 dell'appalto. Il ministero dei beni culturali potrebbe chiedere modifiche alla linea 2 nel tratto in cui attraversa il palazzo Mazzoni.
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