Sono previste travi autoportanti per non danneggiare gli edifici storici e tetti con teli scorrevoli Ok dal Comune, ora la parola alla Soprintendenza Un centinaio di gestori pronti a sostituire le vecchie strutture "a costo di grandi sacrifici" Addio alleffetto kitsch con manufatti differenti da un locale allaltro GABRIELLA DE MATTEIS Pareti in vetro, copertura in telo e strutture autoportanti. I gestori di pub e ristoranti della città vecchia immaginano così le strutture da installare allesterno dei locali pubblici. La proposta, formulata dallassociazione che riunisce più di cento esercizi pubblici della zona della movida, è stata messa nero su bianco in una relazione trasmessa allamministrazione cittadina che si è detta possibilista sulla praticabilità dellipotesi. Dopo le polemiche sollevate dallultimatum della Soprintendenza che a ottobre ha chiesto la rimozione delle strutture installate allesterno dei locali, i gestori di pub e ristoranti hanno deciso di sedersi attorno a un tavolo. E in attesa che il consiglio comunale approvi il nuovo regolamento, fanno il primo passo e propongono un piano, certi di soddisfare le prescrizioni a suo tempo sollecitate dalla Soprintendenza. Lassociazione che riunisce più di cento locali pubblici nella zona della movida ha dato mandato a un architetto di elaborare un progetto per realizzare strutture comuni per tutti i pub e i ristoranti. Così è nata lidea del gazebo che gli operatori del settore sono pronti ad installare anche - spiega Gianni Del Mastro - «a costo di grossi sacrifici economici». Il progetto è molto semplice. Le strutture si reggono con travi autoportanti in ferro, travi molto sottili che non sono ancorate né al pavimento né alle pareti dei locali, spesso nati, come ha fatto notare la Soprintendenza, in edifici che hanno un valore storico. Le pareti delle strutture sono in vetro e possono raggiungere i due metri di altezza. Perché il piano proposto da gestori di pub e ristoranti immagina i locali come luoghi che sfruttano gli spazi allaperto non soltanto durante la stagione estiva, ma anche in inverno. Così il progetto prevede che i vetri si possano abbassare a ghigliottina, a seconda del tempo. E scorrevoli sono anche le coperture, tende che si possono adattare alle stagioni. «Si tratta - spiega Franco Spagnuolo, responsabile dellassociazione - di strutture essenziali, semplici, così come aveva auspicato la Soprintendenza». Dagli spazi allaperto scompaiono così gli ombrelloni, le piante e le travi in legno usate per sostenere le coperture. Tutti gli operatori del settore che hanno firmato la proposta sono pronti a sostituire le strutture attualmente installate allesterno con quella indicata nel progetto. E nella relazione, trasmessa al Comune, citano anche il regolamento approvato a Firenze. «Siamo pronti - spiega Spagnuolo - ad adeguarci, facendo proprie anche alcune regole» come quella di prevedere nei locali postazioni wi-fi per collegamenti internet gratuiti o fasciatoi per i bambini. Dalla circoscrizione, ma soprattutto dallamministrazione cittadina e anche dallopposizione (il consiglio comunale da novembre è chiamato ad approvare il nuovo regolamento) sono arrivati segnali positivi alla proposta degli operatori commerciali della zona della movida, ora si attende la pronuncia della Soprintendenza, vincolante nelle zone che hanno un valore storico e architettonico.