Rivisto il progetto dopo il passaggio dellarea e dei lavori da Zunino allimmobiliarista emergente Davide Bizzi Dimezzato il numero dei grattacieli, la stazione sarà spostata e lascerà il posto alla partenza della promenade commerciale LUCA PAGNI GENOVA - Tutti gli alberi che Renzo Piano avrebbe voluto disseminare per Milano finiranno a Sesto San Giovanni. Bocciata dalla grande metropoli per mancanza di soldi, lidea della proliferazione dei viali per migliorare la qualità della vita metropolitana si trasferisce nellex città fabbrica. A partire dalla diagonale di un chilometro che dalla stazione delle Ferrovie dello Stato raggiungerà la "grande cattedrale" dove un tempo sorgevano gli altiforni della Falck. «Ma non chiamatela periferia. Non ho mai percepito Sesto come tale, fin dai tempi dellUniversità, quando abitavo a Milano: di giorno occupavamo le aule, ma di notte andavamo alle fabbriche Falck a fare le foto, un posto straordinario. Poi, come si sa, non ho fatto il fotografo...». Dal suo studio sulle prime pendici delle colline di Voltri, estremo lembo a ponente di Genova, larchitetto Renzo Piano spiega tutte le modifiche apportate al progetto, che si sono tramutate in un preliminare consegnato lunedì scorso al Comune di Sesto. La grande diagonale, che prenderà la forma di un viale con portici e negozi di vicinato, è solo una delle novità del piano per il recupero del milione e mezzo di metri quadrati delle ex acciaierie. Progetto ridisegnato dopo il passaggio di proprietà tra immobiliaristi: da quel Luigi Zunino travolto dalla grande bolla allemergente Davide Bizzi, cui le banche creditrici si sono affidate per il completamento del progetto Falck, lintervento di riqualificazione urbana - al momento - più esteso dEuropa. Piano ha accolto le riserve del Comune guidato da Giorgio Oldrini - che altro non ha fatto che portare al tavolo delle trattative le contrarietà emerse tra i sestesi - e ha ridotto il numero di torri per gli appartamenti ad alta qualità (e prezzo al metro quadrato). Ne erano previste 25, sono state dimezzate. Non solo: erano state collocate vicine ai quartieri già esistenti, slittano a ridosso del nuovo parco da 450mila metri quadrati, non distante dalla diagonale-promenade e dalla stazione Fs. «È da qui che parte tutto - racconta ancora Piano davanti al plastico del progetto - dalla stazione che verrà rifatta: sarà costruita come un ponte che collega le due parti di città. Da qui parte anche la diagonale da cui si vedrà in prospettiva la grande cattedrale dellex acciaieria. E un fronte del grande viale darà sul parco, per dare lidea di una città aperta e fruibile». Laccordo con le Fs è la terza novità del progetto: non si è ancora tramutato in unintesa scritta ma - a quanto pare - poco ci manca: le Ferrovie cederanno alla cordata guidata da Bizzi larea di proprietà attorno alla stazione, in cambio ne avranno una nuova e avveniristica. Lultimo inedito riguarda luso dei fabbricati da archeologia industriale, la cui struttura portante verrà conservata e al cui interno saranno inseriti i servizi che la cordata Bizzi realizzerà come standard in favore del Comune di Sesto, dalla biblioteca alle scuole, alle piscine, a sua volta circondati per lo più dal parco. Per il resto, si procede come si sapeva. Bizzi ha confermato linvestimento complessivo da 2,6 miliardi e che «i lavori del primo lotto, a partire dalla stazione, inizieranno entro il 2012 per essere pronti per il 2015». Un primo lotto che riguarderà un terzo della superficie ex Falck con 160mila metri quadrati di residenziale, 100mila di commerciale e 26mila di terziario, nonché un insediamento produttivo destinato a imprese impegnate in progetti ambientali. Ora la parola torna al Comune per gli accordi di programma con Regione e Provincia. Perché, come ha ricordato il sindaco Oldrini, «questo è un progetto che va al di là dei confini della città, sperando di trovare un dialogo con Milano che non può continuare a chiudersi entro la cinta daziaria».