Toh, chi si rivede! Omero, Aristofane, Platarco, Ippocrate, tornati improvvisamente alla luce dopo secoli di oblio. Salvi grazie ai nuovi umanisti. Cybernauti. Il merito va a un progetto internazionale, «Rinascimento virtuale-digitale», altresì «Palimpsestforshung Rediscovering written records of a hidden European cultural heritage» che ha riportato alla luce antichi palinsesti perduti. Sepolti sotto le mille vite della pergamena, vergata minuziosamente dagli amanuensi medievali che nei loro scrìptoria traghettavano codici dal mondo antico al moderno. Già il titolo la dice lunga sull'iniziativa, da un cofinanziamento europeo triennale. Partita nel novembre 2001, Si è conclusa il 29 e 30 ottobre scorsi, alla Biblioteca nazionale centrale di Roma, con un convegno e una mostra (flno al 16 novembre, info: 064989470) Che hanno evidenziato i risultati raggiunti. Risultati che fanno saltare sulla sedia filologi, eruditi e chiunque sia appassionato di documenti. Miracoli della tecnologia, grazie ai quali testi classici o bizantini, impossibili da leggere, sono stati restaurati virtualmente. In particolare, un corpus di manoscritti palinsesti - il cui significato etimologico è proprio di «riutilizzati», dall'abitudine dei copisti che vi scrivevano sopra più di una volta - in lingua greca, dalla tarda antichità al XVI secolo. Testimonianze classiche, cristiane, elleniche, testi liturgici e biblici, vite dei santi. Insomma: la piattaforma culturale di cui è figlia l'Europa. Oggi quei documenti rifanno capolino da sotto le scriptiones superìores, i testi più recenti che hanno nascosto gli originali. Difficile, d'altro canto, e costosissimo, recuperare a quel tempo le pergamene, spesso riciclate dopo lavaggi e raschiature. Ma ora, grazie al digitale, le vecchie e neglette scritture rivivono sul monitor del pc. Un progetto cui l'Italia è stata coorganizzatrice con altri 7 Paesi europei Ha sede a Roma, infatti, la banca dati in cui stanno confluendo tutti gli studi. Ma Rinascimento Virtuale - spiega Luciano Scala, ex direttore dell'lccu (Istituto centrale catalogazione unica) ora a capo dei Beni librali per il Ministero beni e attività culturali -ha coinvolto 52 istituzioni di 26 Stati. A fronte di un investimento di 1.500.000 , di cui il 60 dalla Commissione Europea nell'ambito di Cultura 2000. In prima linea, la biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, la Marciana di Venezia, l'Universitaria di Torino, la Vittorio Emanuele III di Napoli, l'Ambrosiana di Milano e quella dell'Abbazia di Grottaferrata. Rilevante pure l'apporto delle Università di Bergamo, Bologna e Tor Vergata. E dell'lccu, che ha messo a disposizione il software Manus 4.0 per un'uniforme catalogazione dei palinsesti. Risultato: se si clicca su http:palin.iccu.sbn.it, si apre un codice a forma di Europa. 200 testi recuperati e 2000 immagini tramite percorsi multilingue sono visionabili da tutti. Anche dai disabili visivi, grazie ad applicazioni ad hoc. I «trucchi» per il restauro e la dislocazione dei palinsesti classificati (circa 800) sono raccontati in un video, alla mostra di Roma. Ecco un excursus dai prodotti chimici - come la tintura di noce che nel secolo XIX permetteva i recuperi a prezzo dell'annerimento del documento - fino ad oggi. Quando con fotografia numerica, filtraggio multispettrale e trattamento informatico delle immagini, i testi invisibili tornano a galla senza danni. la Fotoscientifica di Parma e la greca Forth Photonics sì sono disputate il brevetto degli apparecchi. Nell'ambito di Rinascimento Virtuale tuttavia sembra abbia avuto la meglio il costosissimo macchinario italiano («Lo studio di una pagina di un codice costa 900») che rende leggibili, permettendone poi la stampa, persino frammenti bruciati: come nel caso di documenti della biblioteca di Torino sopravvissuti all'incendio del 1904. Intanto il Ministero, in attesa che Fotoscientifica appronti una versione light dell'apparecchio («Potrebbe arrivare anche a Brescia» confida Scala) ha dotato 18 biblioteche italiane di Mondo Nuovo, una macchina simile all'originale, pur se meno sofisticata.
II Rinascimento digitale. Tecnologia italiana per rileggere i tesori delle biblioteche
Un progetto internazionale, Rinascimento Virtuale-Digitale, ha riportato alla luce antichi palinsesti perduti. Il progetto, finanziato dalla Commissione Europea, ha coinvolto 52 istituzioni di 26 Stati e ha recuperato 200 testi e 2000 immagini. I palinsesti sono stati restaurati virtualmente utilizzando tecnologie come la fotoscientifica e il trattamento informatico delle immagini. Il progetto ha anche fornito informazioni sui trucchi per il restauro e la dislocazione dei palinsesti classificati. La banca dati dei risultati è stata creata a Roma e può essere accessa online.
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