Cattelan con Cicelyn I galleristi: «Un errore» Nuova bufera sul Madre dopo la decisione di tre artisti di ritirare le opere che avevano donato al museo. Un gesto che i galleristi napoletani non condividono. «Un gesto che non capisco, altrove non è mai successo», spiega Alfonso Artiaco. Stupito anche Peppe Morra: «Non capisco la decisione, spero che rientri». A sostegno di Cicelyn scende in campo lo scultore. Maurizio Cattelan che ha organizzato un evento di solidarietà. «Gestione costosa e paternalistica - accusa invece il critico d'arte Francesco Bonami - Assurda e sospetta la decisione degli artisti». La sfida tra il Madre, ma sarebbe più giusto dire tra il suo direttore artistico, Eduardo Cicelyn, e la Regione è arrivato alla fase finale. La richiesta di restituzione delle opere da parte di Francesco Clemente, Mimmo Paladino e Domenico Bianchi può trasformarsi in una valanga, dagli effetti imprevedibili. E, intanto, per dopodomani è previsto l'arrivo a Napoli, nientedimeno, che di Maurizio Cattelan, l'artista italiano più quotato nel mondo, per sostenere le ragioni del museo di Donnaregina. Un bel colpo a favore di Cicelyn. Le posizioni sono chiare da tempo, da quando Santa Lucia ha cambiato inquilino. La Regione ha tagliato i fondi, motivando la decisione con la crisi economica. Il Madre ha lanciato l'allarme: così siamo costretti a chiudere. Poi c'è la questione del direttore, che è diventato, volenti e nolenti, il cardine dello scontro, perché dietro c'è una battaglia politica e non amministrativa e culturale. Cosa succederà è presto per dirlo. Di sicuro questi giorni sono decisivi. Il 16 febbraio è il termine che il Cda (composto da Achille Bonito Oliva, Enrico Santangelo e Oderdan Forlenza) si è dato per prendere una decisione. Le proposte di cambiamento dello Statuto sono state respinte come irricevibili. Ora si aspetta la risposta della Regione. E' chiaro che se, in un modo o nell'altro, va via l'attuale Cda, le sorti di Cicelyn sono segnate. Ma lui, carte alla mano, darà filo da torcere a tutti. Prima e anche dopo un eventuale licenziamento. «Non sono un dipendente regionale, come qualcuno si ostina a dire» spiega. «Sono un dirigente di un ente privato, la Fondazione Donnaregina che può licenziarmi quando vuole. Ma spera che, quando e se lo farà, saranno presentate motivazioni professionali serie e non politiche. Com'è noto, non sono un tipo arrendevole». Nell'attesa a via Settembrini si materializzerà l'artista provocatore più conteso dal mercato, un nome al di sopra di ogni sospetto. Cattelan parteciperà a una serata nell'ambito di «Madrenalina Save Madre»: «Azzurro Night» che prenderà il via dopodomani alle 21,30 e andrà avanti fino alle 2,30. Il titolo è già tutto un programma. Il maestro milanese realizzerà un'azione su Napoli e sul Calcio Napoli, con tanto di ciuccio. Due gli obiettivi dell'intervento: far vincere lo scudetto al Napoli e contribuire alla resurrezione del Madre. Sono programmate «suggestioni audio e video, dal San Paolo a san Gennaro, con le voci dei telecronisti di Sky» e altre sorprese «bizzarre». Cattelan, tra l'altro invita tutti a intervenire vestiti di azzurro, come, tra l'altro, facevano i tifosi che andavano allo stadio nel magico campionato del primo scudetto. Sia come sia, si rischia di smarrire il senso della partita Il Madre, comunque la si pensi, è un'istituzione alla quale il mondo dell'arte ha guardato e guarda con un misto di ammirazione e invidia. C'è chi sostiene che Napoli non può permetterselo. Di sicuro non può permettersi di perderlo.