CHIETI. Riunioni in serie e verifiche: una lotta contro il tempo per stabilire se e come i reperti di piazza Valignani dovranno essere recuperati e valorizzati. Nei giorni scorsi le pie intenzioni un po' di tutti, dal sindaco uscente Nicola Cuculio a commercianti e professionisti dal governatore Pace al presidente della Provincia Coletti, per finire alla soprintendenza archeologica d'Abruzzo. Ora, dopo l'ultimatum del Comune, che il 7 novembre priverà lo scavo del supporto di mezzi e maestranze messo a disposizione grazie al codice Urbani, la soprintendenza è chiamata ad assumere gli opportuni provvedimenti. In questi giorni si susseguono i summit alla «Civitella» tra Adele Campanelli, direttrice del museo, e i più diretti collaboratori. «C'è da informare nei dettagli la soprintendente Silvana Balbi De Caro», ha detto la Campanelli, «stiamo lavorando per una soluzione costruttiva». Una soluzione che potrebbe passare anche per un intervento ministeriale d'urgenza, sempre che il potere contrattuale della stessa soprintendenza venga spremuto al massimo regime. Nel frattempo da palazzo D'Achille si conferma la necessità di ripristinare la viabilità di piazza Valignani «anche per ragioni di sicurezza», così spiega Enrico Rispoli, «di via Cesare de Lollis dove a causa del saggio archeologico non possono transitare neppure i mezzi di soccorso e pronto intervento». Il vicesindaco svela che «con la soprintendenza c'è l'intesa di rinvenire, studiare e valorizzare i reperti ma il tutto in base ad un progetto di recupero che non penalizzi la città e che, nei dovuti tempi tecnici, potrà e dovrà essere cantierato». Intanto il Comune ha varato un'ordinanza che impone una serie di vincoli tra piazza Valignani, via De Lollis e dintorni, inibiti al traffico tradizionale almeno fino al 15 novembre. La preoccupazione è una sola: che insabbiare lo splendido mosaico romano di piazza Valignani faccia poi scordare i buoni propositi, come è accaduto per piazza Barbella, via Pianell e via Vernia. «Per quanto mi consta», aggiunge Rispoli, «l'amministrazione comunale ha fatto sempre quanto nelle proprie possibilità per raggiungere un accordo con la soprintendenza». Sarà, ma ora non ci si può nascondere dietro le specifiche competenze, qui c'è un tesoro in pieno centro storico, sarebbe un delitto rinviarne il recupero. O il problema è solo, si fa per dire, di natura finanziaria? «Dubito», conclude Rispoli, «che la soprintendenza possa elaborare un progetto di tutela in brevissimo tempo. C'è l'inverno alle porte e con il maltempo quei reperti rischierebbero di deteriorarsi, il discorso dei fondi può essere relativo...». Lo scavo, intanto, prosegue. Rinvenuti due pozzetti di svuotamento di epoca ottocentesca. Eugenio Maccarone, capocantiere della ditta Cogema, lamenta l'intrusione notturna di ignoti che avrebbero cercato di sollevare le protezioni disposte sul mosaico.