«Basta con i politici che fanno i tecnici» - La reazione di Bellabarba dopo gli atti della commissione sulla discarica LIVORNO. «I commissari della Provincia sono politici, non hanno alcuna competenza tecnica. In più alle riunioni della commissione ha partecipato, dando il suo contributo, solo il geologo di parte del comitato. Questo dice tutto...». Così uno dei proprietari della futura discarica del Limoncino, Paolo Bellabarba, commenta la relazione saltata fuori dalla commissione ambiente di Palazzo Granducale. Lo fa mentre all'angolo tra via della Valle Benedetta e via del Limoncino va in scena una nuova protesta degli abitanti, che da agosto non si arrendono e dicono no alla realizzazione dell'impianto. Bellabarba tira fuori e dentro dalla tasca il cellulare, insieme ai dipendenti che sono fermi in mezzo di strada con i loro camion. «Sento parlare - interviene - di pompe che tirano fuori l'acqua che sgorga dal terreno: bugie, quella è acqua piovana. Quanto alle sorgenti di cui scrivono i consiglieri, sono già censite nella documentazione presentata prima di ottenere le autorizzazioni». Sulla decisione del presidente Giorgio Kutufà di portare la relazione in Procura Bellabarba dice solo poche parole: «Preferisco non commentare, credo lo abbia fatto più che altro per tutelare se stesso». Poi chiarisce che «se non ci saranno intoppi e ci lasceranno lavorare la discarica potrà entrare in funzione a giugno». Il punto è che sia i consiglieri che gli abitanti (forti di quasi 12mila firme) chiedono di «chiarire i troppi dubbi che ancora nessuno è riuscito a sciogliere: dalla natura della strada che porta all'impianto ai passaggi fatti prima di concedere le autorizzazioni». «Non si dica - interviene Rosaria Scaffidi - che i commissari della Provincia non hanno competenze: il presidente Bogi, ad esempio, è un tecnico dell'Arpat. Ci dicano piuttosto perché questa discarica non figurava nel programma elettorale e neppure negli strumenti di pianificazione della Provincia». «Vogliono fare in fretta - sostiene - perché da marzo l'Europa potrebbe dare l'altolà al riempimento delle cave con i rifiuti». «Il Comune - rincara l'avvocato Patrizio Rossi - si sta chiamando fuori da tutta la vicenda. Kutufà fa i colpi di teatro e va in Procura, mentre il sindaco sta in silenzio: eppure sono stati proprio i dirigenti di Palazzo Civico a firmare tre atti chiave (vincolo idrogeologico, conformità urbanistica e tecnico-edilizia)». «Kutufà - riprende - dice che tutto si è svolto nel pieno rispetto della trasparenza e della legalità: perché non è stata indetta un'inchiesta pubblica? Perché all'unica assemblea convocata ha partecipato solo Gonnelli redigendo un verbale in cui si parla di ampia discussione? Perché non si è fatto un passo indietro dopo la lettera di denuncia spedita a novembre dalla Soprintendenza?». «Anche il partito - chiude Scaffidi - si è spezzato, come ha dimostrato il circolo di Salviano. Cosimi e Kutufà dicono di aspettare la Procura: ma nel frattempo chi viene a vedere cosa sta accadendo qui?».
LIVORNO - Ancora proteste al Limoncino, il comitato attacca Comune e Provincia: non hanno agito con trasparenza
La commissione ambiente di Palazzo Granducale ha presentato una relazione sulla discarica del Limoncino, ma è stata saltata fuori senza discussione. Paolo Bellabarba, proprietario della discarica, ha commentato la relazione, affermando che i commissari della Provincia non hanno competenze tecniche e che la relazione è stata presentata per tutelare se stesso. Bellabarba ha anche affermato che la relazione è stata falsificata, affermando che l'acqua che sgorga dal terreno è acqua piovana e non acqua sotterranea. Il presidente Giorgio Kutufà ha detto che non vuole commentare la relazione, ma ha affermato che se non ci saranno intoppi, la discarica potrà entrare in funzione a giugno.
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