Dopo i lavori di restauro dell' Arena di Verona, la Basilica di San Marco, le Scuderie del Quirinale e la Reggia di Venaria, il gruppo Kerakoll si candida anche al make up del Colosseo. L' azienda di Sassuolo, che dal 1968 produce malte e collanti per l' edilizia, da più di dieci anni convertita ai principi della bioedilizia, ha risposto subito all' appello di Diego Della Valle per far risorgere all' antica gloria l' anfiteatro Flavio. Per farlo Gian Luca Sghedoni, amministratore delegato di Kerakoll, e figlio del fondatore e presidente Romano Sghedoni, ha tirato fuori dal cassetto le sue 1700 referenze di materiali naturali e il know how del restauro "verde". Il tutto, come del resto la sponsorizzazione di Mr Tod' s, a titolo a gratuito. «Restituire agli italiani e al mondo intero il Colosseo nella sua antica e originale bellezza è un' idea stupenda a cui vogliamo aderire», spiega piega Gian Luca Sghedoni, secondo Ernst Young miglior imprenditore italiano nell' anno 2008. «L' intervento prevede l' utilizzo di tecnologie verdi per il consolidamento, il ripristino e la deumidificazione delle antiche murature. I romani costruivano, pur senza saperlo e non avendo problemi di Co2, in modo ecologico. La nostra biocalce si ispira a quel tipo di edilizia». Diego Della Valle ha annunciato che non vorrà in cambio dei lavori pubblicità ma opere sociali. Per Gian Luca Sghedoni lo spirito dell' iniziativa va lungo la stessa onda, ( Kerakoll è anche fornitore per Della Valle dei materiali per il nuovo centro sportivo della Fiorentina), contando come unico ritorno l' impatto mediatico, la "buona informazione", per lo sviluppo della bioediliza nel nostro paese. Il green building non è più una nicchia di mercato. Negli Usa, il costruire sostenibile, con materiali ecocompatibili e dentro il perimetro della bioarchitettura, risparmio energetico e utilizzo di tecnologie verde inclusi, vale circa 70 miliardi di dollari. Ma c' è già chi si spinge a parlare di uno sviluppo, entro il 2015 e su scala globale, pari a 400 miliardi di dollari. Come a dire, in futuro si costruiranno case quasi esclusivamente su fondamenta ecologiche «In Italia la coscienza green nell' abitare è più avanti di quanto si creda - dice l' imprenditore In base a nostri sondaggi, 7 famiglie su 10 preferiscono materiali naturali. Quando è in gioco la salubrità della casa, e quindi di chi ci vive, nessuno si tira indietro. Anzi, si preferisce spendere qualcosa in più, con la garanzia di risparmiare nel tempo, grazie al risparmio energetico e alla salute dell' abitare. C' è una forte sensibilità sul tema e aver anticipato questo trend è il nostro vero valore aggiunto». Che per Kerakoll si traduce in un fatturato in crescita, anche in un momento profondamente negativo per l' edilizia in genere e per il comparto industriale, ceramiche e affini, di Sassuolo. Negli ultimi due anni l' impresa è riuscita a crescere, nonostante i venti contrari del mercato, portando il giro d' affari a 335 milioni di euro dai 320 del 2008. In Italia l' associazione Green Building Council comprende più di 100 imprese che si occupano di costruzioni sostenibili. Solo il distretto della bioedilizia di Treviso, nato nel 2003, vale circa 4 miliardi di euro l' anno. Un mercato in espansione che però deve fare i conti con i ritardi del settore pubblico. Secondo uno studio CresmeLegambiente, su un campione di 1000 comuni emerge che solo in 200 c' è l' obbligo di seguire regolamenti edilizi verdi. Il business di Kerakoll, tuttavia, non è solo Italia, anzi l' export ha superato quota 40 dei ricavi, con sbocchi principali della vendita dei materiali in Europa, ma anche in India, dove l' azienda ha stretto una partnership commerciale che a breve potrebbe diventare anche un' alleanza produttiva. Il gruppo Kerakoll si muove attraverso 15 società operative, frutto di acquisizioni e crescita interna, e impiega circa 1100 collaboratori in 10 stabilimenti produttivi. Il business si articola in tre divisioni: Kerakoll, per l' architettura contemporanea sostenibile; Biocalce, per l' Edilizia del Benessere e il restauro storico; Kerakoll Design, per l' interior design. Afferma Gian Luca Sghedoni: «Il restauro vale circa il 15 del nostro fatturato in Italia, pari a circa 40 milioni di euro. Il grosso del giro d' affari arriva dai consumatori privati, quelli che hanno sposato la nostra filosofia di materiali naturali». La società produce più della metà delle sue referenze (950 mila tonnellate l' anno) nel segno dell' ecocompatibilità, servendosi di fornitori locali. «Abbiamo brevettato anche una posa per parquet senza solventi chimici, naturale al 100. E presto lanceremo nuove pitture ecologiche. Per stare sul mercato dobbiamo innovare continuamente». L' azienda ha appena messo sul piatto 14 milioni per il nuovo centro di ricerca e innovazione sostenibile GreenLab, circa 6.500 metri quadrati su 4 piani (i lavori termineranno prima dell' estate) dove lavorerà un team di 100 ricercatori. «Investiamo circa il 5,4 dei ricavi in nuove tecnologie. Il GreenLab si inserisce pienamente nella nostra strategia di costante innovazione di prodotto».
Kerakoll affianca Mr Tod's nel restauro del Colosseo
Il gruppo Kerakoll, un'azienda di Sassuolo che produce materiali per l'edilizia, si candida al restauro del Colosseo. L'azienda, che da più di dieci anni si è convertita ai principi della bioedilizia, ha risposto all'appello di Diego Della Valle per far risorgere l'antica gloria dell'anfiteatro Flavio. Kerakoll ha tirato fuori dal cassetto le sue 1700 referenze di materiali naturali e il know-how del restauro "verde". L'intervento prevede l'utilizzo di tecnologie verdi per il consolidamento, il ripristino e la deumidificazione delle antiche murature.
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