Refurtiva di 500 mila euro. Caccia al ladro Refurtiva recuperata e ladro individuato. Ci sono voluti pochi giorni per risolvere il rebus del furto degli arredi sacri e corone d'oro dalla sinagoga di via Guastalla. Due borsoni che contenevano gli oggetti asportati dall'armadio sacro, sono stati ritrovati in un negozio di un antiquario in Israele. Il ladro è stato identificato grazie alle immagini, ma non ancora catturato. Dopo aver messo a segno il colpo, lo scorso martedì, sarebbe arrivato in Francia in auto e quindi in aereo in Israele. Ha depositato la refurtiva e poi sarebbe dovuto ritornare a prendere il denaro. Ma ha capito che lo avrebbero preso. La refurtiva è stata recuperata. E sarebbe già stato individuato il ladro che l'altro giorno aveva fatto sparire arredi sacri e corone d'oro dalla sinagoga di via Guastalla. I due borsoni contenenti gli oggetti preziosi sono stati ritrovati in Israele, in un negozio di antiquario. Mentre il ladro, che ha depositato lì il bottino, è stato ripreso da una telecamera le cui immagini non sono però di «ottima qualità». Dunque nel giro di pochi giorni il rebus è stato risolto, grazie soprattutto all'idea del rabbino della sinagoga: ha inviato diverse email alla comunità ebraica, a quanti avrebbero potuto avere a che fare con il ladro, mettendoli in allerta. Descrivendo ogni oggetto asportato dall'armadio sacro: sei copie di Rimonin, i puntali d'argento cesellato che sovrastano il Sefer Torà e quattro Keter (corone). Oggetti storici, risalenti al Seicento-Settecento da sempre appartenenti agli ebrei milanesi, anche dopo le persecuzioni della Shoah, per un valore di mezzo milione di euro. Già nella tarda serata di venerdì era giunta voce ai carabinieri della compagnia Duomo che hanno in mano le indagini, che gli oggetti preziosi sarebbero stati ritrovati in Israele. Una voce che si è poi rivelata vera. Il ladro, secondo una prima ricostruzione, è stato filmato nella sinagoga lunedì e martedì scorsi. L'uomo aveva appoggiato i borsoni in un angolo. Martedì li ha ripresi e vi ha inserito la refurtiva dopo aver ripulito l'armadio sacro. Quindi è uscito dalla porta principale e con un'auto si è diretto in Francia. Da qui è volato in Israele per piazzare i preziosi a un antiquario. Erano però tutti avvisati, Interpol in primis. Probabilmente l'uomo, dopo aver lasciato la refurtiva nel negozio, sarebbe ripassato per prendere i soldi. Ma, intuito che le cose si erano messe male, ha fatto perdere le tracce, anche se ha i giorni contati perché individuato. Forse, è il sospetto degli investigatori, qualcuno lo ha favorito.