La Soprintendenza umbra traccia il bilancio: più visitatori nei musei grazie anche al fitto calendario di mostre e iniziative Visitatori in crescita, nel 2010, nei principali siti archeologici dell'Umbria: è quanto segnala la Soprintendenza archeologica, spiegando che nel solo Museo archeologico nazionale dell'Umbria l'aumento rispetto al 2009 è stato del 27 per cento, con 22.016 visitatori totali. Altri dati, la Soprintendenza li fornisce - in una nota - per l'Ipogeo dei Volumni, il Museo archeologico statale di Orvieto, la Necropoli di Crocifisso del tufo, sempre di Orvieto e il Museo archeologico statale di Spoleto (vedi tabella). Un buon risultato soprattutto se messo in comparazione con le medie nazionali che mostrano un andamento di diversa tendenza e soprattutto se messo in relazione con cambiamenti al vertice della sede della Soprintendenza umbra. In un anno si sono avvicendati tre dirigenti alla guida, dopo Mariarosaria Salvatore e Gabriele Baldelli, ora l'opera è affidata a Mario Pagano precedentemente dirigente in Campania e prima ancora nel Molise che ha preso a fme gennaio le consegne dell'ufficio dal soprintendente ad interim, Elena Calandra, in carica dall'agosto 2010. Tale assetto sembra non abbia permesso l'organizzazione della consueta conferenza di fine anno, pertanto il bilancio è riassunto dagli uffici in una nota. Tra le scoperte di particolare interesse scientifico avvenute l'anno scorso, la Soprintendenza segnala il "fulgur conditum" a Todi: una vera e propria sepoltura di un fulmine, caratteristico rituale italico, nel corso del quale i sacerdoti addetti recitavano l'espiazione, cioè pulivano il luogo colpito ed eliminavano le tracce del fulmine, sotterrando gli oggetti che quest'ultimo aveva colpito e frantumato, recintandolo e consacrandolo. Decine di conferenze sull'archeologia dell'Umbria, tenute da esperti e professori universitari, hanno visto la partecipazione di numerosi cittadini nei musei di Perugia, Spoleto, Orvieto e Gubbio, sedi degli eventi in calendario e presso gli stessi siti hanno avuto luogo anche altre numerose manifestazioni, come concerti, letture, proiezioni, visite guidate e, in alcuni casi, è stata sperimentata l'apertura prolungata dei musei. Fitto anche il programma di mostre e nuovi allestimenti. A tale proposito la Soprintendenza menziona la mostra Il vero e il falso, allestita al Museo archeologico di Perugia, che ha trattato il tema della falsificazione monetaria in più di 2500 anni di storia; nello stesso luogo sono state allestite due esposizioni, una dedicata agli ori e l'altra ai buccheri, ancora visitabile. Nuovi allestimenti hanno interessato i musei di Orvieto e Spoleto, rispettivamente incentrati sui materiali emersi dagli scavi di Campo della Fiera e sulla nuova sezione dedicata al Teatro romano. Lo svolgimento del convegno internazionale per la ricorrenza della scoperta dell'Ipogeo dei Volumni ha inoltre generato numerose e partecipate iniziative collaterali che hanno ravvivato l'interesse della collettività per uno dei monumenti etruschi più noti nel mondo. Oltre all'attività di valorizzazione e promozione, la Soprintendenza vuole ricordare che segue costantemente l'operato nel campo della tutela nei vari cantieri dell'Umbria.
Umbria. Cresce la voglia di archeologia
La Soprintendenza umbra ha pubblicato il bilancio del 2010, che mostra un aumento del 27% dei visitatori nei principali siti archeologici dell'Umbria. Il Museo archeologico nazionale dell'Umbria ha registrato 22.016 visitatori, il 27% in più rispetto al 2009. Altri dati sono stati forniti per l'Ipogeo dei Volumni, il Museo archeologico statale di Orvieto, la Necropoli di Crocifisso del tufo e il Museo archeologico statale di Spoleto.
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