Cabras. Botta e risposta sulla vicenda delle sculture conservate nel museo di Li Punti L'opposizione: «I guerrieri non torneranno». Il sindaco: falso Attacco frontale del consigliere Ivo Zoccheddu al sindaco Cristiano Carrus. Disputa sull'attività di metà mandato della Giunta comunale. Di nuovo sotto attacco le statue di Monti Prama: rischiano di non tornare mai più nel Sinis. Almeno questo è l'allarme lanciato dall'opposizione consiliare che in un lungo documento dove si boccia il bilancio di metà mandato tracciato dalla giunta, rilancia il pericolo di scippo. L'ATTACCO. «Mentre a Cabras - scrive Ivo Zoccheddu, capogruppo della minoranza "Uniti per cambiare Cabras" - si parla dell'argomento, poco e male, altri agiscono. Ad agosto la Soprintendenza ha comunicato ufficialmente la decisione di destinare le preziose sculture al Museo nazionale e, nello scorso mese, il centro di restauro di Li Punti è stato trasformato in museo, guarda caso proprio per l'esposizione delle statue di Mont'e Prama». Il consigliere dice anche che «non risulta da nessuna parte che il ministro Bondi abbia mai sottoscritto atti o dichiarazioni a favore di Cabras e, sinora, i pronunciamenti favorevoli sono arrivati da organismi privi di potere decisionale». LA REPLICA. Alla stroncatura della minoranza, il sindaco Cristiano Carrus ribatte con decisione. «Quella di Zoccheddu - commenta - mi sembra una sterile operazione politica fatta solo di parole. Per stare al tema delle statue, nessun problema, eravamo al corrente di tutto. Sappiamo che riportare i Giganti a Cabras sarà una battaglia molto dura ma ci stiamo sforzando di combatterla per vincerla. Del resto, noi preferiamo i fatti alle parole». LA DISPUTA. «Il primo insuccesso concreto si registra proprio nella totale incapacità di affrontare e risolvere i problemi che affliggono il paese, impedendone lo sviluppo economico e la crescita del lavoro». Zoccheddu attacca su tutto. Il turismo «che non decolla, anzi regredisce» mentre le borgate di San Giovanni, San Salvatore e Funtana Meiga sono in totale abbandono e restano sulla carta gli insediamenti di Su Bardoni. E ancora 1' Oasi di Seu (speso inutilmente circa mezzo milione di euro) e l'Area marina («allo sbando, senza guida ed estraneo a qualsiasi realtà del paese»). Accuse anche su Puc, stagni (in abbandono e, in aggiunta, la minaccia di una gravissima catastrofe ecologica a causa della colpevole sottovalutazione del pericolo derivante dai giacinti d'acqua dolce), mercato ittico (destinato più ai commercianti che ai pescatori). Carrus rimanda al mittente: «Per Su Bardoni non abbiamo mai fatto proclami né illuso nessuno». E infine: «Che Zoccheddu continui pure a operare così, vorrà dire che resterà all'opposizione chissà per quanti anni ancora».