Cecconi lascia la direzione per fare il consulente di Orsoni sull'Ermitage VENEZIA. Salone dei Beni Culturali un po' in crisi, ma ora anche «decapitato». Maurizio Cecconi lascia infatti dopo nove anni la direzione del Salone veneziano, ormai interamente gestito da Verona Fiere per tornare in laguna come consulente del sindaco Giorgio Orsoni per creare un rapporto istituzionale con il museo dell'Ermitage di Leningrado, di cui è segretario della fondazione italiana. L'ultima edizione del Salone dei beni culturali; proprio chiudendo l'edizione 2010 del Salone decisamente in tono minore, anche per i tagli che hanno colpito il settore cultura in Italia Cecconi aveva sottolineato la necessità di un rilancio per il 2011 partendo proprio dal gemellaggio Italia-Russia, in programma quest'anno. «Può essere un'altra opportunità da sfruttare aveva sottolineato allora anche con una diversa presenza al Salone di un museo come l'Ermitage di San Pietroburgo, che avrà una presenza italiana anche a Venezia». Visione profetica, che non riguarderà però, a quanto pare, il Salone dei Beni Culturali, ma Venezia e i suoi Musei Civici, visto che il manager veneziano in passato anche assessore comunale al Turismo e allo Sport nelle file della sinistra veneziana potrà avere in partita da un doppio ruolo. Da un lato, come segretario della Fondazione Ermitage Italia che ha già una sua sede a Ferrara favorirà la collaborazione con Venezia. e dall'altra potrà essere anche soggetto attivo della collaborazione con la sua società Villaggio Globale International, che opera appunto con successo nel campo dell'organizzazione di mostre e che in tandem con Lottomatica si accinge anche a partecipare ad alcune delle gare per la gestione di bookshop e servizi aggiuntivi di alcuni dei più importanti poli museali italiani. L'Ermitage - che già in passato, come avvenuto diversi anni fa per una mostra sugli Impressionisti al Correr ha esposto proprie opere a Venezia, ha una collezione di straordinari capolavori dell'arte e della pittura veneta antica e anche su questo si lavorerà per migliorare l'offerta espositiva dei Musei Civici Veneziani, oggi abbastanza modesta - come ha riconosciuto il nuovo presidente della Fondazione Walter Hartsarich - anche per la ristrettezza delle risorse. Già la prossima settimana Orsoni sarà con Cecconi a San Pietroburgo per chiudere il gemellaggio con l'Ermitage, A restare «orfano» sarà proprio il Salone dei Beni Culturali che, per sopravvivere, ha bisogno di un deciso rilancio. Resta da capire cosa farà Verona Fiere - vera «padrona» della manifestazione, più della partecipata Venezia Fiere - dopo un'ultima edizione molto difficile per il calo di presenze e di espositori e la «diserzione» anche dei padroni di casa come il Comune e la Provincia di Venezia, sia come finanziatori, sia come partecipanti. Con l'addio di Cecconi, la tentazione di chiudere potrebbe essere forte.