Il Comune chiederà all'Opificio di esporli a rotazione Giani. «Si può mediare fra tutela e fruizione» Dopo aver dato mostra del loro splendore in occasione dell'esposizione a Palazzo Strozzi dedicata ad Agnolo Bronzino e a Palazzo Vecchio nella Sala dei Gigli, gli arazzi granducali accuratamente restaurati per questi eventi, sono stati arrotolati e riposti nei depositi dell'Opificio delle Pietre Dure. Firenze ormai conserva solo nove dei venti arazzi commissionati da Cosimo I per il Salone dei Dugento, realizzati su cartoni del Bronzino tra il 1545 e il 1553 e raffiguranti le "Storie di Giuseppe Ebreo". Dieci sono infatti al Quirinale, dove sono stati esposti l'anno passato nel corso della mostra «Giuseppe negli Arazzi di Pontormo e Bronzino». L'obiettivo del presidente del consiglio comunale Eugenio Giani è ora quello di restituire alla vista della città almeno parte una di quei nove arazzi rimasti a Firenze, magari esponendoli a rotazione. «Sono stati commissionati per il Salone de' Dugento, sede del consiglio comunale afferma Giani e credo che non ci sia sede più idonea per ospitare quei capolavori delle nostre manifatture cinquecentesche creati su cartoni del Bronzino». Ciò non toglie che i preziosi arazzi siano anche fragili e che necessitino di particolari attenzioni conservative: non possono essere esposti per lungo tempo alla luce, così come non possono stare continuamente appesi. Oltretutto i nove arazzi tessuti con fili di lana, seta, ora e argento sono stati appena restaurati fibra per fibra. «Mi rendo conto che l'aspetto della conservazione debba andare al primo posto continua Giani , ma credo che si possa arrivare a una mediazione fra le esigenze di tutela e quelle di fruizione. L'amministrazione comunale chiederà pertanto all'Opificio delle Pietre Dure di poter esporre a rotazione, magari due o tre alla volta, i magnifici arazzi del Bronzino. L'ideale sarebbe collocarli sulla parete davanti allo spazio riservato al pubblico. Certamente sarebbero trattati meglio di quanto non accada al nostro arazzo degli Uffizi, realizzato su disegno di Alessandro Allori e che si trova da tempo ormai nella buvette di Palazzo Madama, proprio sopra alla macchina del caffè».