Intervista. «Le opere sono state donate al museo di Donnaregina e non a chi lo gestisce» La prima reazione di Caterina Miraglia, assessore regionale alla Cultura, è quella di fastidio. Al di là del merito, si tratterebbe di una molestia pressoché quotidiana rispetto a un problema molto semplice: fare i conti con le risorse ridotte, al di là, spiega, delle vicende personali. «Non ci sto a questa tecnica degli allarmi continui» spiega. «Soprattutto, come è accaduto conia conferenza del CdA di venerdì scorso, alla quale non siamo stati invitati. Non c'è nessun rispetto per le forme». Assessore, entriamo nel merito. Tre artisti del calibro di Francesco Clemente, Mimmo Paladino e Domenico Bianchi, hanno chiesto la restituzione cautelativa di cinque opere donate al Madre. Siamo alla fuga. Cosa ne pensa? «È un comportamento moralmente riprovevole, ammesso che sia giuridicamente corretto e lecito. Un artista non può ritirare un'opera da un'istituzione perché si sta discutendo un nuovo Statuto». Ritengono che cambierebbe tutto, che, in un contesto impoverito, i loro capolavori subirebbero un danno? «Questo è ancora tutto da dimostrare. Sono scelte preventive. Una domandala vorrei fare io, però». A chi? «Ai tre maestri». Prego. .« Cosa vi interessa il Madre o chi lo gestisce?». Si riferisce a Cicelyn? «Certamente. Stiamo girando sempre attorno a una persona. È un'esagerazione. Tra l'altro, Cicelyn, dopo aver sostenuto il contrario, ora ammette di essere un dipendente della Regione e che quindi non può dimettersi, ma può essere licenziato. È già un passo avanti. Comunque, mi auguro che gli animi si rasserenino al più presto e che gli artisti si assumano le loro responsabilità e ci ripensino. Poi, mi chiedo un'altra cosa». Ancora una domanda... «Ma se tutti questi capolavori sono stati donati, i soldi che ogni anno arrivano al Madre, a che cosa servono? A tenere in piedi il palazzo di via Settembrini». Be', ci sono le mostre, le opere acquistate, le attività didattiche. «Ora, per tutto questo si dovrà fare conti con i tagli che hanno investito anche settori più importanti della Cultura, come i Trasporti. E l'assessore Sergio Vetrella non può neanche ricorrere agli sponsor, come può, invece, fare un museo. Non c'è nulla di immorale di dover ridurre le spese quando ci sono meno soldi».
Napoli. Lo scontro sul museo. L'assessore: Una scelta infelice e anche moralmente riprovevole
L'assessore regionale alla Cultura, Caterina Miraglia, ha espresso fastidio per la richiesta di restituzione cautelativa di cinque opere d'arte da parte di tre artisti, Francesco Clemente, Mimmo Paladino e Domenico Bianchi, che furono donate al Museo di Donnaregina. Miraglia sostiene che la richiesta è una molestia e che non ci sono risorse per gestire il problema. L'assessore ha anche criticato il comportamento degli artisti, considerandolo moralmente riprovevole. Miraglia ha anche chiesto a chi si rivolga per rispondere alle domande. Infine, ha discusso dei tagli alle spese culturali e ha affermato che ridurre le spese è necessario a causa delle risorse ridotte.
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