L'assessore Bergamo insiste: «Calderoli ha abrogato la convenzione» Sindaco e ministro rassicurano: «Resta al Comune». Ma c'è il "giallo" IL "GIALLO" Il Canal Grande passa di competenza statale? È "giallo" sul decreto del ministro Calderoli che annulla la convenzione con il Comune. Ministro e sindaco rassicurano: «Il Canal Grande resterà ai veneziani». LA POLEMICA L'assessore Ugo Bergamo insiste: «Il decreto di Calderoli abroga la convenzione con il Comune. Si è trattato di un errore a cui ora si deve porre rimedio. La Lega riconosca la svista e faccia un "mea culpa"». Bordate da Felice Casson (Pd): «Cancellate anche le sanzioni per chi inquina i rii» VENEZIA Assume i contorni di un piccolo "giallo", o di un pasticcio normativo, la vicenda del Canal Grande. Sabato a un convegno sulla Legge speciale l'assessore alla Mobilità, Ugo Bergamo, aveva lanciato l'allarme dicendo che il decreto "ammazzanorme" varato dal ministro Calderoli annullava la convenzione tra Comune e Stato, con la conseguenza che il Canal Grande sarebbe tornato di competenza statale. Ieri, in serata, la precisazione, con Calderoli ad assicurare: «Il Canal Grande rimarrà di competenza comunale». E il sindaco Orsoni a rinforzare: «Il ministro mi ha confermato che non c'è stata alcuna abrogazione della convenzione in essere. Il Canal Grande, dunque, è ancora nella disponibilità dell'Amministrazione veneziana. Si è trattato di un equivoco interpretativo che il ministro ha provveduto a chiarire». Il tutto in una giornata frenetica, con la città allibita di fronte all'allarme lanciato da Bergamo, ribadito peraltro dallo stesso assessore. L'impressione è che si sia trattato di un pasticcio sul filo della legge. Uno dei primi ad attivarsi è stato il consigliere comunale leghista Giovanni Giusto, presidente del Coordinamento delle associazioni remiere. Giusto, di prima mattina, aveva "arpionato" telefonicamente i vertici del partito, ricevendo assicurazioni di merito. «Non c'è alcuna volontà della Lega di statalizzare il Canal Grande - aveva detto poi Giusto - anzi, questo incidente ministeriale risulta pressoché ininfluente, dal momento che, alle soglie del federalismo comunale promosso proprio dalla Lega, non solo il Comune di Venezia avrà competenza sul Canal Grande, ma anche su tutte le aree demaniali del territorio veneziano, sia d'acqua che di terra». «Non ravvedo grossi problemi - aveva aggiunto Giusto - in attesa dell'approvazione del federalismo comunale tutto può svolgersi come prima, mantenendo le normative già in essere. Per togliere ogni dubbio, basterà la convocazione di una conferenza dei servizi». Ma dal Pd erano poi arrivate sonore bordate, con le dichiarazioni del senatore Felice Casson. «Quanto va dicendo la Lega è una stupidata giuridica - ha affermato Casson - prima di tutto non è detto che il federalismo fiscale venga approvato. In secondo luogo, il problema è a monte: il decreto Calderoli ha eliminato anche altre leggi, cancellando, ad esempio, le sanzioni penali ed amministrative per chi a Venezia inquina i canali. Sono stati provvedimenti fatti a caso, da dilettanti allo sbaraglio».