L'ex assessore con Bassolino e membro di Italia Nostra «Sensibilità verde non appartiene a storia della sinistra» Vezio De Lucia Vezio De Lucia NAPOLI - C'era una volta, anche in Campania, un nobile ambientalismo. E c'erano grandi nomi a portarne la bandiera, da Elena Croce ad Antonio Iannello a Vezio De Lucia che, impegnato in Italia Nostra, è stato anche assessore comunale a Napoli con la prima giunta Bassolino, nonché «padre» del nuovo piano regolatore della città. È con lui che, in tempi di percolato a mare, parliamo dell'ambientalismo di oggi: un'idea che pare clamorosamente illanguidita, aver perso fascino e capacità di far breccia nel cuore della gente. Compresa quella di sinistra. «Parliamoci chiaro» , esordisce De Lucia: un ambientalismo '' di sinistra'' non c'è mai veramente stato. Delle grandi associazioni come Italia Nostra, Wwf e Legambiente, soltanto la terza, nata da una costola dell'Arci, ha origini di sinistra, benché poi conservi una sufficiente autonomia. E rispetto alla sinistra, e in particolare al Pci, queste associazioni hanno sempre avuto rapporti vivacemente dialettici. Per dire: alla metà degli anni ' 80, con Macaluso e Libertini, il Pci sostenne la rivolta dei sindaci siciliani a difesa dell'abusivismo edilizio, il che provocò protesta degli ambientalisti» . In seguito, però, una sensibilità verde si è affermata con più decisione. «Certo. A Napoli, per esempio, nella prima amministrazione Bassolino ci fu grande attenzione ai temi dell'ambiente e del territorio. Ma poi in tutta Italia venne il declino, sia pure con qualche distinguo. Restano alcuni ambiti territoriali in cui si è tuttora assai vigili, e mi basta citare il recentissimo provvedimento della Regione Toscana contro la disseminazione dei pannelli fotovoltaici nelle aree agricole. Alberto Asor Rosa ha potuto proporre che in tema di territorio urbanistica si offra a tutto il Paese un modello, rappresentato appunto da questa Italia mediana (Toscana, Umbria e Marche) alternativo sia alla prospettiva leghista del Nord sia allo sfascio del Sud» . Che differenza c'è? «Nella pianura padana s'è di fatto creata un'unica conurbazione da Cuneo a Rovigo in un'alternanza di capannoni e lottizzazioni, ma questo è avvenuto, come dire?, sulla base di una dissennata legalità, cioè, comunque sia, nel rispetto degli strumenti urbanistici. Che a Sud, invece, o non si usano sono decrepiti o di difficilissima formazione, per cui è diffusa la pratica della deroga e vale ancora il principio di quell'ingegnere laurino secondo il quale '' i piani regolatori servono a chi non si sa regolare''. Di qui una grave illegalità, che riguarda anche Roma: a mio parere, l'abusivismo nel Lazio è forse anche peggio che in Campania. Nella Capitale, con l'ultimo condono del 2003, si sono avute 85 mila domande di condono relative agli anni dal ' 94 al 2003, nei quali i sindaci sono stati Rutelli e Veltroni. Malgrado loro, a Roma è saltato il controllo del territorio. Nello stesso periodo, a Napoli abbiamo fatto un prg che funziona, per cui da questo punto di vista Napoli sta meglio di Roma». Però da noi l'abusivismo edilizio è solo una parte del problema. «Vero. Napoli ha la specialità dei rifiuti, dell'inquinamento, del percolato a mare. Cose inaudite. Cose che, forse, nessuna persona normale avrebbe nemmeno potuto immaginare». Un vero e proprio collasso della cultura ambientalista. Di cui anche la sinistra è responsabile... «Non c'è dubbio. Ma a questi livelli il collasso è più grande: è, tout court, quello di una capacità di governo. Io mi sento un po' disagio nel dirlo, perché pare che voglia difendere il mio orticello, ma credo che a Napoli l'amministrazione dell'urbanistica funzioni, e senza gli scandali capitati a Roma, Milano, Torino, Firenze e perfino Bologna. Deflagrata è l'amministrazione dell'ambiente» . Ma perché? «Escludo che sia diminuita la sensibilità soggettiva, che le persone si siano arrese. Credo piuttosto a una minor incidenza di certi settori dell'opinione pubblica sulla gestione del potere. Una volta, un appello di intellettuali produceva conseguenze. Penso, per dire, a quello sullo sventramento di via Vittoria a Roma: da Corrado Alvaro a Bruno Zevi, le firme coprivano l'intero alfabeto». Ma succedeva mezzo secolo fa... «Però anche dopo, fino a un certo punto, gli appelli hanno funzionato. Oggi assai meno. Forse l'autoreferenzialità della politica fa sì che anche in campo ambientale succeda quel che per esempio accade con il '' porcellum'' elettorale: tutti gli sono contrari eppure c'è. D'altra parte, i sondaggi dicono che in Italia quasi il 50degli elettori non si schiera: conferma, forse, del fatto che gli effetti delle richieste della società civile nei confronti della politica sono irrilevanti». Eppure, a Napoli esistono cose come le Assise di Palazzo Marigliano. «Sì, ma sono legate alla particolare fiammata che accompagnò l'elezione diretta dei sindaci. Fu un momento di presenza attiva dell'opinione pubblica, seguito dall'autonomia dimostrata dai sindaci nel formare le loro giunte. Ma si è esaurito. Anche a Napoli, durato grosso modo dal 1993 al ' 97. Lo pensa lo stesso Bassolino, che ne parla nel suo ultimo libro e che dice che l'arroganza della politica seppe poi rioccupare gli spazi che le erano stati sottratti». Il caso-Bagnoli è emblematico di una riscossa della politica politicante? «A Bagnoli non s'è perso ancora nulla per il semplice fatto che nulla si è ancora deciso. Lì c'è solo uno sterminato, incomprensibile ritardo che mi fa venire il sospetto che siamo in attesa della prima occasione utile per cedere alla speculazione. A Bagnoli il piano è ancora il mio: quello col grande parco. Solo che non va avanti da 16 anni. Eppure, la legge su Bagnoli è coeva dei progetti di recupero delle aree dismesse di Sesto San Giovanni. Là, Renzo Piano ha voluto una massa d'asfalto e cemento che io non condivido affatto. Il lavoro, però, è stato finito» . Francesco Durante
De Lucia: Ambientalismo debole, gli appelli non funzionano più
Vezio De Lucia, ex assessore con Bassolino e membro di Italia Nostra, critica l'ambientalismo di sinistra, che secondo lui non esiste mai veramente. De Lucia sostiene che le associazioni ambientaliste, come Italia Nostra e Legambiente, hanno origini di sinistra, ma hanno sempre avuto rapporti dialettici con la sinistra e il Pci. Tuttavia, a Napoli, l'ambientalismo è stato declinato e l'amministrazione dell'urbanistica è stata compromessa. De Lucia accusa la sinistra di aver perso la capacità di governo e di aver lasciato che l'abusivismo edilizio e la gestione del territorio vengano a Napoli.
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