Avevano monete etrusche e medievali, a casa un museo privato: denunciati Scoperti nella zona di Perolla con piccozze e metal detector «Lo facciamo per passione» MASSA MARITTIMA. Archeologi di frodo, capaci di saccheggiare i siti nei dintorni delle colline metallifere di reperti risalenti al periodo etrusco e medievale. I due, un commerciante follonichese di 55 anni e un operaio massentano di 43, sono stati sorpresi e denunciati dai carabinieri mentre erano nei ruderi del "Castello di Perolla". A pizzicarli nella zona protetta da vincolo archeologico l'addetto alla vigilanza dell'azienda agricola proprietaria dei ruderi. «Ci sono due persone al Castello - ha spiegato al centralino dei carabinieri - sono vestite da archeologi e hanno con sé piccozze per scavare e un metal detector». Quando la pattuglia è arrivata nella zona di Perolla i due intrusi si sarebbero spacciati per cercatori di ordigni bellici. «Stiamo solo facendo delle ricerche», avrebbero risposto ai carabinieri che chiedevano loro spiegazioni del perché si fossero introdotti nella zona. A questo punto è stato necessaria una perquisizione più approfondita sull'operaio e il commerciante. «In tasca - spiegano gli investigatori - avevano alcune monete antiche». Un'indizio tale - secondo i carabinieri - da richiedere una perquisizione nelle case dei due pseudo archeologi. Controllando nelle loro abitazione di Massa e Follonica - raccontano i carabinieri - è stato rinvenuto altro materiale di interesse archeologico e storico-artistico, una sorta di collezione privata. «Questi reperti - hanno spiegato i due - lo abbiamo raccolta negli anni nell'area delle colline metallifere. Lo facciamo per passione». Dunque, non ci sarebbe dietro un mercato illegale legato alla ricerca e poi alla vendita dei reperti, ma soltanto una passione, seppur illecita, di raccogliere monete antiche. Al termine delle operazioni, sono stati trovati e sequetrati settantotto monete e sei fibbie metalliche, verosimilmente risalenti all'epoca medievale. Sei fibule e tredici accessori legati alla sfera domestica come manici, oppure a quella dell'abbigliamento come spille e altri piccoli oggetti probabilmente di epoca etrusca. I carabinieri hanno sequestrato anche il metal detector e le piccozze. A formalizzare la denuncia è stato il legale rappresentante della società proprietaria dell'area. Per questo i due scavatori clandestini sono stati denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Grosseto. L'accusa per entrambi è di violazione in materia di ricerche archeologiche e di impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato. I carabinieri, intanto, hanno già attivato gli uffici fiorentini della Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana, per periziare il materiale sequestrato. Difficile, per il momento, effettuare una stima delle monete trovate a casa dei due. Quella scoperta dai carabinieri non è il primo episodio di saccheggio nella zona. Più volte, in passato, l'area del castello medievale di Perolla è stata teatro di scavi clandestini. Nel febbraio del 2005 personale della Soprintendenza aveva visitato il sito dopo un episodio del tutto analogo, nel quale due persone furono denunciate dai carabinieri per aver compiuto scavi clandestini e raccolto monete antiche.