Quesito al ministero sulla sorte di palazzo Mazzoni Intanto Palazzo Vecchio e le imprese cercano ancora un accordo su tempi e costi Nel mirino cè il passaggio attraverso ledificio e la demolizione di alcune parti ERNESTO FERRARA La soprintendenza frena la tramvia. Non cè il suo ok al progetto esecutivo della linea 2. La soprintendenza esprime dubbi sullimpatto dei cantieri sul palazzo Mazzoni in viale Belfiore. Nel mirino ci sono il passaggio attraverso ledificio e la demolizione di alcune parti. Intanto Palazzo Vecchio e le imprese cercano ancora un accordo su tempi e costi. Tramvia, scoppia il «lodo Mazzoni». La soprintendenza ai monumenti non dà parere favorevole al progetto esecutivo della linea 2 che arriverà da Peretola attraverso via di Novoli e via Gordigiani e dovrebbe «bucare» lo storico palazzo Mazzoni sul viale Belfiore per fiondarsi in via Guido Monaco e fare capolinea in via Alamanni. La soprintendente Alessandra Marino si è rivolta al ministero dei beni culturali per chiedere un ok definitivo che tarda ad arrivare. Con la conseguenza che i lavori della linea 2 e della linea 3 che il sindaco Renzi è intenzionato a far partire insieme e al più presto per concluderli entro le prossime elezioni restano ancora al palo. Secondo la soprintendente Marino limpatto dei cantieri sul palazzo progettato negli anni 30 dallarchitetto Angiolo Mazzoni, bombardato durante la seconda guerra mondiale, modificato in maniera sostanziale rispetto alloriginale (ha un piano in più) e tuttavia ancora oggi vincolato, sarebbe troppo massiccio. Il tram che arriva da via Gordigiani dovrebbe passare nel mezzo del palazzo attraverso una «porta» in parte già esistente ma che andrebbe allargata: operazione che porterebbe con sé labbattimento di diverse parti del palazzo. Nei decenni scorsi proprio per salvare il palazzo Mazzoni si rinunciò a prevedere la nuova stazione dellAlta velocità ferroviaria sul viale Belfiore progettata da Zevi. E ora, ci si domanda in Soprintendenza, come si fa a dire di sì al «buco» della tramvia? Il problema è che negli anni scorsi, ai tempi della soprintendente Paola Grifoni, dallente di tutela dei beni monumentali fiorentini non arrivò un no al progetto tramvia che già prevedeva lo «sfondamento» del palazzo: allepoca si trattava però del progetto definitivo. Ora, con le carte del progetto esecutivo, il dubbio è tornato. Dunque niente «ok»: nelle scorse settimane la Soprintendenza si è rivolta al comitato tecnico scientifico che si riunisce presso il ministero dei beni e delle attività culturali guidato da Sandro Bondi per chiedere un via libera definitivo. Per farsi dire in sostanza se è autorizzabile o no un progetto così invasivo su un bene che dei tratti originali conserva poco ma è tuttavia ancora sotto tutela. Solo nei giorni scorsi cè stata la prima audizione: ma un verbale definitivo non è ancora arrivato. E i lavori del tram che dovrebbero durare mille giorni ancora non possono partire. «Ci siamo rivolti al comitato tecnico scientifico per avere lumi: attendiamo ancora un parere», spiega Marino, convinta che alternative al tracciato del progetto per ora non ci siano ma anche che probabilmente limpatto dei lavori come previsti dalle carte progettuali sul palazzo Mazzoni si potrebbe rivedere. Non è lultima grana per Palazzo Vecchio: ancora non è stato firmato un accordo con la Tram spa, il raggruppamento di imprese titolari dei lavori sulle linee che dovrebbero completare la rete tramviaria fiorentina collegando la stazione Santa Maria Novella allaeroporto e allospedale di Careggi. Il Comune vuole mille giorni di cantieri, non di più, e lavori anche di notte per non perder tempo. Tram spa non dice no ma ha chiesto più soldi di quanto previsto nellappalto (303 milioni di euro per le linee 2 e 3). «Un accordo cè», si dice in Palazzo Vecchio. Si parla di 10-15 milioni di euro in più chiesti dalle imprese. Ma la firma allintesa non cè ancora. E ora salta fuori anche la «carta» mancante. Lultimo lasciapassare per partire coi lavori, lok della soprintendenza al progetto esecutivo, non cè. «Capiamo tutta lattenzione necessaria alla tutela del palazzo Mazzoni ma non si rinneghi lok dato ai tempi del progetto definitivo: è essenziale partire presto coi lavori», si dice in Comune. «Ci basta che non rivenga messo in discussione il tracciato, poi ci sarà tempo di discutere con Rfi, il soggetto proprietario del palazzo, un progetto di restauro». Intanto per giovedì ore 14 alla sede del Quartiere 5 di via Baracca è fissato lincontro tra i commercianti coinvolti dai lavori della linea 3 (Careggi-stazione) e il Comune, ci saranno lassessore Mattei e il vicesindaco Nardella.