Il sindaco Favilla va al confronto con la Regione per decidere il futuro del grande complesso ALESSANDRO PETRINI LUCCA. Da giovedì sera è ufficiale: la costruzione del nuovo ospedale a San Filippo non potrà più essere fermata e quindi per il Campo di Marte si prospetta un futuro - ancora incerto - diverso dall'attuale. Forse per molti non si è trattato di una novità e se ne erano fatti una ragione, ma per la prima volta a riferirlo in consiglio comunale è stato il sindaco Mauro Favilla. Il primo cittadino nel 2007 aveva raccolto tante preferenze proprio con la promessa di stoppare i lavori a San Filippo e di lasciare l'ospedale nell'area attuale. E invece non c'è stato niente da fare per il Comune, il nuovo ospedale è ormai in avanzata fase di costruzione. «La Regione ha considerato sufficiente per procedere con i lavori una documentazione che per noi non lo era affatto», ha spiegato il sindaco, che poi ha chiesto (e ottenuto con 29 si e 2 no dei consiglieri di Governare Lucca) il mandato al consiglio comunale per andare a trattare con la Regione stessa. C'è da definire una proposta di sistemazione generale di tutto il patrimonio edilizio del Campo di Marte per presentare una determinazione in consiglio, possibilmente già in sede di approvazione definitiva della variante appena adottata, con la prospettiva - si legge nell'ordine del giorno - che «le previsioni urbanistiche per quell'area debbano rimanere nell'interesse pubblico in vista di un'autentica valorizzazione della sanità a Lucca». E se il sindaco ammette con rammarico la sconfitta dell'amministrazione nella partita sul mantenimento dell'ospedale nella sede attuale, per il capogruppo del Pd Alessandro Tambellini è invece la soluzione ottimale. «Per noi è una fortuna che la Regione abbia deciso di procedere con la realizzazione del nuovo ospedale per acuti - spiega Tambellini -. Del resto tutti i tecnici hanno certificato che la struttura del Campo di Marte non è più sismicamente a norma e che probabilmente i padiglioni dovranno essere abbassati di un piano in modo da calibrare meglio il peso della struttura con la portata delle fondamenta. Senza pensare all'inadeguatezza degli impianti elettrico e idraulico e a tutti i problemi legati alla funzionalità delle sale operatorie. Continuare a rimanere al Campo di Marte sarebbe equivalso a una convivenza forzata con un cantiere permanente, con tutti i problemi che questo comporta e con la certezza che nessun tipo di soluzione adottata avrebbe mai potuto risolvere definitivamente problemi che sono di carattere strutturale. Ora invece il nuovo ospedale sarà ultimato nel 2012 e da quel momento ci sarà un anno di tempo per il trasloco e per spostare i reparti». Tambellini poi ha ricordato che nel dialogo da aprire con la Regione bisognerà rispettare i contenuti dell'accordo di programma approvato dal consiglio comunale il 23 dicembre del 2005 in cui si stabiliva che un terzo della cifra necessaria a sostenere le spese per la realizzazione del nuovo ospedale - circa 24 milioni di euro - sarebbe arrivata dalla dismissione di una parte dei locali del Campo di Marte. Un punto che è stato integrato nell'ordine del giorno e che sarà il punto di riferimento dell'intera trattativa.