Chiuso da vent'anni il sindaco Cenni ha lanciato un appello a "Prato Incontra" PRATO. Il documentario di Folco Quilici proiettato giovedì sera nella serata di PratoIncontra al Teatro Metastasio ha riportato alla memoria odori, sapori, rumori e immagini della Pratoalla fine degli anni '70: l'inarrestabile sottofondo dei telai, i camion carichi di pezze che si muovevano veloci nelle strade, il centro storico invaso dal traffico, intere zone che andavano cementificandosi, la mente sempre rivolta al lavoro. Ma anche la cultura: i teatri, i musei, i monumenti, le chiese. E' il ritratto consegnato nel 1978 da Folco quilici, maestro del documentario, che con la sua telecamera ha fissato la vita, gli angoli, i volti, la storia di quegli anni. Il filmato, dal titolo emblematico - "Prato, una città" - restaurato negli anni passati dal Comune, è stato appunto protagonista di "Prato incontra". Sul palco ospiti d'eccezione, a cominciare da Quilici, scrittore, giornalista, documentarista, fotografo, che con le sue opere ha raccontato e fatto scoprire mezzo mondo, lo scrittore "di casa" Edoardo Nesi, oggi assessore alla Cultura della Provincia, e l'attrice Pamela Villoresi, da sempre legata alla sua città e da qualche mese membro del consiglio d'amministrazione del Metastasio. Accanto a loro il sindaco Roberto Cenni, emozionato per i ricordi suscitati dalla serata, e Umberto Cecchi, giornalista e presidente del Metastasio. Il documentario di Folco Quilici è stato occasione per il sindaco di ricordare che la città deve riscoprirei suoi tesori: «Come è possibile che il Museo Civico sia chiuso da vent'anni? Io farò di tutto per riaprire questo luogo della cultura e spero nell'aiuto della Provincia». L'assessore Nesi ha raccolto l'invito e ha ricordato che il suo lavoro va di pari passo con quello dell'assessore alla Cultura del Comune, Anna Beltrame: «Stiamo impegnandoci affinchè i luoghi dell'eccellenza culturale, parlo del Metastasio, del Politeama, del Pecci, del Museo del Tessuto e di tantissime altre nostre preziose realtà, siano il più possibile vicine e a portata di mano. L'emorragia di fondi è drammatica e alla fine solo Provincia e Comune si ritrovano ad affrontare la situazione, ma la fronteggiano, in una maniera o nell'altra».