Sì al piano del territorio: mezzo milione di abitanti in più Si costruirà su scali ferroviari ed ex caserme. La Moratti esulta. Proteste dallopposizione MILANO - È il libro mastro che dovrà trasformare la Milano dei prossimi ventanni. Una rivoluzione per lurbanistica. Che permetterà di cambiare il volto a interi pezzi di città, trasformati in nuovi quartieri per migliaia di abitanti: dagli scali ferroviari dismessi alle centralissime caserme. Fino a zone oggi periferiche come via Stephenson. È lì, su quel triangolo ai confini nord-ovest, che il nuovo Piano di governo del territorio disegna una foresta di 50 grattacieli di uffici: una Défense alla meneghina che, grazie alla vicinanza con il futuro sito dellExpo, cancellerà capannoni e campi rom. «Il provvedimento più importante del mandato», per dirla con il sindaco Letizia Moratti. Che il centrodestra è riuscito ad approvare ieri, a pochi mesi dalle elezioni e a dieci giorni dalla scadenza tassativa. Tra la rivolta di associazioni come Libertà e Giustizia e Legambiente, della società civile e del centrosinistra pronto a fare ricorso al Tar contro un provvedimento «illegittimo». Ma che permette già adesso di leggere le vicende di una città, dove i signori del mattone comandano da sempre. È una cartolina spedita dalla Milano del 2030, quella scritta dal Pgt. Uno strumento atteso da 30 anni, che prevede di far crescere la città fino a 1 milione e 700mila abitanti: quasi mezzo milione in più. Era il 1980 quando venne approvata lultima variante al Piano regolatore degli anni Cinquanta. Unaltra epoca. Il Piano di Letizia Moratti e dallassessore allUrbanistica Carlo Masseroli promette di aumentare il verde e i trasporti, 30mila case a prezzi calmierati, la tutela dei 42 milioni di metri quadrati del Parco Sud da sempre al centro degli appetiti degli immobiliaristi, Salvatore Ligresti in testa. Per realizzare verde e trasporti servono però 14 miliardi di euro e allappello ne mancano 9,6. Ecco il "volto sostenibile" di un Pgt che non dovrebbe «consumare nuovo territorio», ma far crescere Milano recuperando aree degradate come sette scali ferroviari, cinque caserme del demanio, zone del Comune e private. Ma è proprio su quei 7 milioni di metri quadrati messi in gioco, che il Pgt aprirà le porte al cemento. E agli affari. In tutto, soltanto sulle 26 zone destinate a diventare altrettanti nuovi quartieri, caleranno 18 milioni di metri cubi di costruzioni. Lequivalente di 160 grattacieli Pirelli con i suoi 127 metri di altezza. Tra i fasci di binari da smantellare, alcuni sono centralissimi come una fetta della stazione Cadorna, dove si potrà edificare fino a 100mila metri quadrati, o Porta Genova da riconvertire in distretto del design. Allex scalo Farini il modello è Manhattan con un Central Park che occupa il 60 per cento dellarea e una selva di grattacieli equivalenti a 19 Pirelli. Ma nel Piano che cancella le destinazioni duso in tutta la città e lancia la possibilità di spostare da una parte allaltra di Milano le volumetrie, non tutte le zone sono uguali. In alcune (come a Stephenson) si potrà costruire di più: sarà il Comune a decidere dove. Tra le caserme da riconvertire cè lo spazio della Perrucchetti, che alternerà case (i Pirelloni sono 27) e spazi sportivi. In periferia, invece, nella zona sud-est di Porto di Mare, traballa il progetto di realizzare una Cittadella della giustizia con tribunale e carcere. Il resto, come sempre, lo faranno gli interessi del mercato e il tempo.
MILANO - Grattacieli e nuovi quartieri scontro sulla Milano del futur
Il Piano di governo del territorio di Milano, approvato dal centrodestra, prevede di aumentare la popolazione della città fino a 1 milione e 700mila abitanti. Il piano include la costruzione di nuovi quartieri su scali ferroviari e caserme, con un investimento di 14 miliardi di euro. Il piano prevede anche la tutela del Parco Sud e la realizzazione di 30mila nuove case a prezzi calmierati. Tuttavia, il piano è stato criticato dalle associazioni ambientaliste e dal centrosinistra, che hanno espresso preoccupazioni sulla sostenibilità del piano e sulla mancanza di fondi per la sua realizzazione.
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