La maggioranza precettata vota il Piano da 18 milioni di metri cubi di cemento. Lopposizione: è illegittimo, subito ricorso al Tar Esultano la Moratti e Assolombarda. Pisapia: è scritto sullacqua Il consiglio comunale ieri ha approvato il Piano di governo del territorio con 34 voti a favore, 2 contrari e 1 astenuto, con il centrosinistra che è uscito dallaula e il Terzo polo che alla prima prova si è spaccato. Esultano la Moratti, Masseroli e gli imprenditori di Assolombarda. Per fermare il nuovo documento di urbanistica ritenuto «illegittimo» dallopposizione sono già pronti i ricorsi al Tar. Per Pisapia il Piano «è scritto sullacqua». TERESA MONESTIROLI A PAGINA II Maggioranza blindata, passa il Pgt il sindaco: "È una giornata storica" Assolombarda: pronti a collaborare per attuare la riforma Il centrodestra precettato in aula recupera la maggioranza assoluta, il centrosinistra non partecipa alla votazione E il Terzo polo si divide a metà TERESA MONESTIROLI «In una giornata storica non potevamo che scegliere un bar storico per festeggiare». Si chiude così, alle sei del pomeriggio, la lunga battaglia in consiglio comunale sul Piano di governo del territorio, il documento di urbanistica che ieri lassemblea ha approvato in via definitiva. Le parole sono del sindaco che, di fronte allassessore allUrbanistica Carlo Masseroli, autore delle oltre trecento pagine di analisi e tabelle che disegnano la città da qui al 2030, e ai consiglieri di maggioranza, ha festeggiato la vittoria nella saletta privata del bar Zucca in piazza Duomo. Una «giornata storica» - frase di cui la Moratti abusa da mesi - , questa volta lo è veramente. Perché dopo trentanni Milano si è data un nuovo strumento che, sostiene Masseroli, «è anche un nuovo sistema di welfare», un provvedimento che «alle vecchie parole centralismo e uniformità, sostituisce le nuove sussidiarietà e flessibilità». Alberto Meomartini, presidente di Assolombarda, assicura la volontà di «collaborare con il Comune» per attuare «un passo fondamentale per dare un quadro certo di obiettivi e regole a tutti coloro che sono interessati allo sviluppo della città». Dopo mesi di polemiche Palazzo Marino ha votato il Pgt con 34 favorevoli, due contrari, un astenuto. Il centrosinistra ha lasciato laula. Un record di presenze, quello del centrodestra allultima seduta, che arriva dopo otto votazioni su nove (quelle dei gruppi in cui erano state riunite le 4.765 osservazioni) vinte senza la maggioranza assoluta. Chiamata a raccolta dal capogruppo del Pdl, la maggioranza ieri era tutta in aula (un solo assente giustificato), compreso il sindaco, e alle 17 ha dato il via libera al Piano con il Terzo polo che si è spaccato. Solo lUdc, con Pasquale Salvatore, ha appoggiato Pdl e Lega, perché Carlo Montalbetti dellApi insieme a Barbara Ciabò di Fli hanno votato contro, mentre Manfredi Parleri, sempre Fli, si è astenuto. La seduta si è aperta con il discorso di Carlo Masseroli che ha riassunto così cinque anni di lavoro: «Quarantotto mesi di ascolto, dibattito, racconto, condivisione, correzione. Duecento incontri nei quartieri, 150 seminari, 100 conferenze stampa, oltre 10mila articoli di giornale, decine di sedute del consiglio comunale». E 4.765 osservazioni «presentate da 1200 cittadini, che sono meno dello 0,1 per cento dei residenti di Milano». Richieste di modifica lecite, per lassessore, ma che non potevano bloccare il Piano, altrimenti sarebbe stata «una dittatura della minoranza, non democrazia». Per questo il centrodestra «ha scelto di prendere decisioni che la città attende da trentanni». Ecco che, citando il sindaco di New York Michael Bloomberg e il primo ministro inglese David Cameron, Masseroli liquida in fretta la questione che per giorni ha tenuto banco in aula: la modalità - considerata illegittima dal centrosinistra - di discussione delle osservazioni per raggruppamenti. A chiudere lassemblea è invece il sindaco Moratti, che ha preso la parola subito dopo il voto e il lungo applauso dei consiglieri di centrodestra allassessore Masseroli, limitandosi a poche sbrigative parole per ringraziare tutti, dallassessore, che «ha lavorato con molta determinazione anche con la capacità di smussare gli angoli del suo carattere», fino ai consiglieri di zona. Dimenticando il presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri, ringraziato solo in un secondo momento per recuperare la gaffe. Neanche un discorso per suggellare lapprovazione del più importante provvedimento della legislatura. Solo fuori dallaula, ai giornalisti, ha spiegato che «la politica deve dare risposte politiche e non ricorrere alla magistratura», riferendosi allintenzione, già annunciata dal centrosinistra, di fare ricorso. Ora, mentre opposizione e associazioni studiano come bloccare il provvedimento, lassessore lancia i primi cinque tavoli di lavoro, «perché questo non è un punto di arrivo ma un nuovo inizio. Abbiamo messo in piedi un sistema che ci contente di metterci in marcia per fare tutte quelle cose di cui parliamo da mesi, dallhousing sociale al sostegno allagricoltura».